Moneta elettronica, molti i vantaggi

La moneta elettronica offre numerosi vantaggi economici e sociali per imprese, professionisti e cittadini. In particolare, come ha evidenziato lo studio di Unioncamere Veneto, l’uso della moneta elettronica combatte l’evasione fiscale, rende trasparente il rapporto con l’esercente, è veloce e conveniente, riduce il rischio di truffa e aiuta a gestire detrazioni e deduzioni. Purtroppo la moneta elettronica in Italia è ancora poco utilizzata e deve essere incentivata. Questo in sintesi quanto emerso dal convegno “La moneta elettronica. Stima dei vantaggi economici per imprese professionisti e cittadini” organizzato da Adiconsum Verona, Lega Consumatori e Adoc in collaborazione con Unioncamere Veneto nella sala convegni della Banca Popolare di Verona in via S. Cosimo 10.

L’incontro rientra all’interno del progetto Facciamo i conti! Edizione 2015, iniziativa d’informazione a favore dei cittadini e delle famiglie in tema di accesso al credito, prevenzione del sovraindebitamento e uso responsabile del denaro. Il convegno ha il patrocinio della Fondazione Antiusura Beato G. Tovini, dell’Ordine dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili di Verona con il contributo della Camera di Commercio di Verona e della Banca Popolare di Verona.

Dopo i saluti di Fernando Zilio, Presidente Unioncamere Veneto, Renzo Giacomelli, Presidente Fondazione Antiusura Beato G.Tovini e Alberto Mion, Presidente Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Verona ha preso la parola Davide Cecchinato, Presidente Adiconsum Verona per l’introduzione. Serafino Pitingaro, Area Studi e Ricerche Unioncamere Veneto ha presentato la ricerca “Più moneta elettronica, meno contanti“.

La ricerca di Unioncamere ha evidenziato che la moneta elettronica è utilizzata dai consumatori solo per il 13% delle operazioni contro una media europea del 40%. Con 75 transazioni elettroniche pro capite all’anno, l’Italia si colloca al penultimo posto in Europa davanti alla Grecia. Gli strumenti di pagamento hanno un costo sociale. Secondo una ricerca della Banca d’Italia, i costi che la collettività sopporta per le risorse utilizzate dai diversi operatori economici per il regolamento delle transazioni ammontano a 15 miliardi di euro (circa 1% del Pil) pari a 260 euro pro capite. Il 49% di tali costi è sostenuto da banche e infrastrutture per l’offerta dei servizi di pagamento, il 51% a carico delle imprese.

In Italia più della metà dei costi sociali degli strumenti di pagamento riguardano il contante. L’utilizzo del contante costa infatti complessivamente al nostro sistema economico circa 8 miliardi di euro. Per pagare il personale, le perdite, i furti, le apparecchiature, il trasporto, la sicurezza, i magazzini, la vigilanza, le assicurazioni legate ai contanti, ogni anno l’Italia spende 133 euro pro capite. C’è poi da segnalare che il 40% delle rapine che si registrano in Europa sono messe a segno in Italia. Ogni anno la Banca d’Italia riconosce come false 72mila banconote. Inoltre, il 18% delle monete e il 7% delle banconote in circolazione sono veicolo di batteri anche potenzialmente pericoli (es. escherichia coli e stafilococco aureo).

Secondo una stima di Unioncamere Veneto su dati della Banca d’Italia, nel 2014 il numero di carte di credito attive in Veneto è pari a 218 ogni mille residenti maggiorenni (erano 240 nel 2012). Nel 2014 erano attive in Veneto 890 mila le carte di credito (982 mila nel 2012), di cui 165 mila in provincia di Verona (183 mila nel 2012). Sulla base delle elaborazioni presentate, Unioncamere Veneto ha provato a stimare i benefici per il sistema economico regionale di un aumento dei pagamenti elettronici e di una riduzione del prelievo medio. In particolare un aumento su scala nazionale di 10 milioni di carte (circa 900 in Veneto) e una diminuzione di 15 euro del prelievo medio presso gli ATM potrebbe generare in Veneto riduzione dell’economia sommersa di oltre 3,3 miliardi di euro e una recupero dell’evasione fiscale di circa 1,6 miliardi di euro.

Quindi come incentivare l’uso della moneta elettronica? Alcune possibili soluzioni possono essere quelle di fornire gratis a tutti una carta ”a spesa controllata o positiva”, senza interessi sul deposito, assicurata sulle frodi, senza la possibilità̀ di andare a debito; creare una piattaforma basata sugli innovativi strumenti di pagamento contactless, che non richiedono il Pos (es. Apple Pay, Jiffy, Messenger); introdurre una tassa sul circolante (prelievi) per disincentivarne l’uso.