L’addio del colosso svedese: tutte le reazioni dopo la decisione di Ikea

Fabio Venturi (Generazione Verona), Tommaso Ferrari (Traguardi), l’ex sindaco Flavio Tosi, Alberto Bozza di Fare!, Stefano Casali di Verona Domani: tante le voci della politica veronese che lamentano l’immobilismo dell’amministrazione Sboarina e parlano di grande occasione persa.

Sulla decisione del colosso svedese di chiudere il tavolo con Verona per l’insediamento del suo centro di mobili low cost, il consigliere regionale Stefano Casali di Verona Domani attacca: «Da più di un anno c’era la disponibilità della Regione Veneto, manifestata pubblicamente anche dal governatore Zaia in interviste pubblicate sui più importanti quotidiani locali, di affrontare tutte le possibili tematiche per lo sviluppo del progetto la cui sovranità di scelta è sempre spettata al Comune di Verona». Sulla stessa linea anche Fabio Venturi di Generazione Verona he affida il suo pensiero ad un post su Facebook: «Una sconfitta devastante per la città»

 

Anche l’ex sindaco Flavio Tosi si lascia andare ad un’ironia amara e pubblica una foto con tanto di didascalia: «La mia amministrazione ha speso tre anni di tempo per portare avanti questo importante progetto, poi arriva Sboarina, più che un sindaco una vera e propria catastrofe per i veronesi, che manda a monte tutto tra inutili tentennamenti e continui cambi di opinione».

Gli fa eco il consigliere di Fare! Alberto Bozza: «Eccoci qui, come volevasi dimostrare non vi era la volontà di portare Ikea a Verona: la pietra tombale, da due anni annunciata, è arrivata! Ovviamente Sboarina non aveva il coraggio di decidere e ha portato Ikea  allo sfinimento e quindi alla decisione di voler scegliere lo stop definitivo».

Anche dal centrosinistra non mancano critiche all’indirizzo del sindaco Sboarina, Tommaso Ferrari di Verona Civica-Traguardi non lesina di puntualizzare: «L’amministrazione della paralisi colpisce ancora. Se non ci piaceva il “cemento selvaggio” dell’era Tosi, i cui costi sono stati scaricati sui cittadini di Verona Sud, non ci va nemmeno a genio l’atteggiamento di questa giunta, che si concentra su tutto fuorché sulle questioni cruciali per il futuro di Verona, facendo perdere alla città occasioni come quella di Ikea».

Da parte dell’amministrazione arriva la replica dell’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala. «Ikea è stata l’ennesima fandonia raccontata ai veronesi e alla società, ben sapendo che non era fattibile. Tutti quelli che oggi sbraitano, sono gli stessi che nei quattro anni precedenti hanno venduto fumo e non hanno fatto nulla per portare a casa le deroghe dalla Regione. È infatti a causa di alcune norme regionali che il centro commerciale, all’interno del quale c’era anche Ikea, non era realizzabile. A farla morire è stata certamente l’incertezza, ma quella di chi per 5 anni ha preso in giro la multinazionale, facendo credere miracoli che non sono stati portati a casa. Le incertezze sono state allora, a cominciare da quelle di 8 anni fa, quando addirittura si era partiti sull’area Biasi».

«Noi in un anno abbiamo fatto ciò che è mancato prima – rivendica l’assessore Segala-. L’operazione verità, contro ogni tentennamento, l’ha fatta l’amministrazione Sboarina, dicendo subito chiaramente che quel progetto non era realizzabile. Abbiamo ribadito subito che volevamo l’Ikea, ma non un centro commerciale grande quanto due volte l’Adigeo. E visto che non si poteva fare, abbiamo chiesto una controproposta fattibile. Siamo andati in Regione a chiederne l’approvazione e siamo stati gli unici a lavorare seriamente su ipotesi concrete. Chi lo dava per fatto sapeva bene che era fondamentale, prima di tutto, la variante al PAQE, la cui competenza spetta alla Regione. Non solo non è stata fatta, ma addirittura negli ultimi anni la Regione ha legiferato delle norme che hanno posto ulteriori problemi: la legge sul commercio del 2016 e sul consumo del suolo nel 2017. Il tempo perso, quindi, non è certo quello dell’ultimo miglio che ci siamo trovati a gestire, persino con la favola di alcuni consiglieri regionali che avrebbero fatto cambiare queste leggi. Infine, i sedicenti posti di lavoro persi sono il solito elastico tirato a piacere, per ora le notizie occupazionali di Ikea sono di ristrutturazioni e contrazioni di personale. Assunzioni e indotto, come sempre sono mere ipotesi di scuola».

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