Quando la vendita è una questione di etichetta

Gli ispettori della Camera di Commercio di Verona sequestrano 227 lampade da tavolo “anonime” con confezioni che non identificano il produttore.

Presentarsi a chi si conosce non è solo una questione di etichetta tra persone, ma anche tra produttori, venditori e consumatori. La Camera di Commercio ha sequestrato lampade da tavolo per un valore di 2mila euro, venduti in una grande struttura commerciale della provincia: presentano confezioni “anonime” cioè che non indicano il produttore o gli estremi necessari ad identificarlo. Come, invece, è previsto dal Codice del Consumo per dare la possibilità a chi acquista un prodotto di poter rintracciare il produttore o venditore in caso di necessità, per malfunzionamento, informazioni o altro.

A verificare l’anonimità delle confezioni dei prodotti è stato l’Ufficio Metrologia Legale Vigilanza prodotti che si occupa della verifica e rispetto delle norme di sicurezza conformità dei prodotti che ha provveduto al sequestro amministrativo.

“L’attività di controllo visivo formale sui prodotti elettrici ,materia i cui controlli ricadono nella competenza della Camera di Commercio, – spiega il Segretario Generale dell’ente, Cesare Veneri – ha come oggetto la verifica sulla presenza della marcatura CE, dei dati di targa e delle avvertenze/istruzioni nonché l’indicazione completa con identità ed estremi del produttore prevista dal Codice del Consumo (D. Lgs. n. 206/2005). Non essendo conformi, i prodotti non sono vendibili e il produttore o importatore sarà sanzionato. Gli ispettori, quindi, provvederanno all’acquisizione della documentazione commerciale e della documentazione tecnica, volta a risalire agli altri “anelli” della catena commerciale (produttore, importatore) al fine di valutare le singole responsabilità. La Camera di Commercio, nell’ambito dei propri compiti di regolazione del mercato e tutela delle imprese e dei consumatori, svolge anche un’attività di informazione e vigilanza sugli obblighi imposti dalle norme per la commercializzazione dei prodotti immessi sul mercato. Sono sempre più in aumento i prodotti di dubbia provenienza e conformità”.

Solo nel primo semestre del 2016, l’ente ha confiscato quasi 7mila prodotti, individuati in prevalenza grazie all’attività ispettiva della Guardia di Finanza. Dei 6.822 prodotti confiscati, la maggior parte (bigiotteria, prodotti per capelli (elastici, cerchietti, mollette, fasce), portachiavi, cover per cellulari) era priva delle informazioni minime ai consumatori richieste dal Codice del Consumo. Sono stati inoltre confiscati dispositivi di protezione individuale(occhiali da sole e guanti da lavoro), giocattoli, prodotti tessili ed elettrici.