Giornata della Memoria, in Gran Guardia le medaglie ai veronesi

“Questa giornata deve essere sì della memoria, ma anche un’occasione per approfondire la nostra conoscenza storica. Questi eventi che sconvolsero tutto il mondo, infatti, interessarono direttamente anche la nostra città. La storia passò anche da qui.” È una parte dell’intervento del sindaco di Verona Federico Sboarina nel corso della celebrazione in Gran Guardia della Giornata della Memoria davanti a oltre 450 studenti delle superiori.

“Dobbiamo custodire il nostro passato – recita un altro passaggio del primo cittadino – anche nei suoi risvolti più duri e difficili, a garanzia del nostro futuro. Ecco perché vogliamo ricordare la moltitudine di uomini, donne e bambini che, privati della loro dignità, della loro essenza stessa di persone, hanno affrontato, con la perdita finale della vita, persecuzioni e atrocità inimmaginabili. La memoria di tutte queste persone e di quanto hanno vissuto resta unica custode di quanto è accaduto e, soprattutto, di quanto ancora dobbiamo fare per far sì che il futuro del mondo parli di pace e libertà.”

Il monito è rivolto “soprattutto ai giovani, affinchè il passato possa essere di insegnamento” e l’agire “sempre ispirato ai valori della democrazia, della pace, della civile convivenza, del dialogo.  Senza mai dare per scontato tutto quello che padri, nonni e bisnonni hanno faticosamente conquistato.”

Dopo gli interventi delle autorità, il sindaco Federico Sboarina ha consegnato la medaglia della città alla memoria dei veronesi Eliseo Cobel, morto nel lager di Gusen nel 1945, e Francesco Chesta, morto a Mauthausen nel 1945.  Inoltre è stata inoltre consegnata la medaglia alla memoria dell’Alpino Enzo Favetta morto nel 1979) , già insignito nel 1954 della croce al Merito di Guerra per ‘i sacrifici sostenuti nell’adempimento del dovere’.

Le iniziative per ricordare la liberazione di Auschwitz nel 27 gennaio 1945 hanno preso il via in piazza Bra, con la deposizione di una corona d’alloro al monumento dei Deportati, e sono proseguite nel pomeriggio con la cerimonia, alle 14.30, all’interno del Cimitero Ebraico di via Badile. Presenti alla cerimonia anche il Prefetto Salvatore Mulas, il presidente della Provincia Manuel Scalzotto e il presidente ANED Verona Ennio Trivellin.

“In questi giorni molte persone, sopratutto giovani – ha aggiunto poi Sboarina – sono entrate nel carro che ogni anno viene collocato in Bra, utilizzato per le deportazioni. All’interno sono elencati i nomi dei veronesi che persero la vita nei campi di sterminio e concentramento. Bruno De Angeli, Ferdinando De Capitani, Augusto Fano, Gilda Forti, Emma Foà, sono solo alcuni dei nostri concittadini portati via dalla Shoah“.