«Il nostro leader buono». La famiglia racconta il suo Sboarina

Così  descrivono il sindaco le persone che lo conoscono da sempre nella normalità quotidiana delle mura di casa. Le tre sorelle, il papà e, ovviamente, la mamma.

di Francesco Barana

 

«L’ho visto piangere il Fede cinque anni fa». Alessandra, 53 anni, insegnante di Lettere alle medie è la primogenita di casa Sboarina. Una famiglia numerosa e molto credente: papà Ferruccio, mamma Gabriella e 4 figli: Alessandra, Stefania, Anna e un unico maschio, il neosindaco di Verona Federico Sboarina, 46 anni, alias – per famigliari e intimi s’intende – semplicemente “il Fede”.
Alessandra racconta quei giorni: «Il Fede aveva deciso per coerenza politica di chiudere con Tosi, allora fortissimo, e pagò la sua scelta con l’emarginazione politica. Ma da lì è ripartito tutto». In un luogo quasi iconoclastico per Sboarina: «La taverna di casa dei nostri genitori. In quella taverna da ragazzo il Fede invitava i compagni di scuola a studiare ed organizzava feste. In quella taverna con Polato, Bertacco e Padovani è nato Battiti».

Sboarina con papà Ferruccio e mamma Gabriella e le sorelle Anna, Stefania e Alessandra

 

«Mio figlio caparbio» dice con soddisfazione papà Ferruccio, 82 anni, cugino e coetaneo di Gabriele Sboarina, “re Lele”, sindaco e uomo simbolo della Verona anni ’80: «A lui sono legatissimo, siamo stati compagni di banco alle elementari, medie e superiori, ma con il suo potere non abbiamo mai avuto nulla a che fare. Per decenni ho fatto il semplice impiegato alla Usl, il ragioniere, moglie casalinga e quattro figli da far crescere e studiare».
Anna, la sorella minore, 43 anni, che cura gli affari legali per un istituto di credito, annuisce: «I nostri genitori non ci hanno fatto mancare niente, ma non è che i soldi abbondassero, abbiamo dovuto rimboccarci le maniche e Federico è quello che forse se le è rimboccate più di tutti, mantenendosi con lavoretti fino all’esame di avvocato».

«Sì, a Natale si vestiva da Babbo Natale per racimolare qualcosa – sorride mamma Gabriella – e ricordo gli anni in fiera sotto cooperativa». Cuore di mamma, che racconta divertita un aneddoto: «Una volta, da ragazzino, sbagliò autobus e si perse, andammo a prenderlo in corso Cavour».

Stefania, 48 anni, giornalista e sorella di mezzo, tratteggia il carattere del fratello: «È un leader. Ha la famiglia come punto di riferimento e i valori cristiani lo identificano. Forse è troppo sensibile, un buono, e vive le cose in modo viscerale. La sua sfida? Mantenere il più possibile una vita normale».