Elezioni politiche, trionfo Lega e M5S. Crolla il PD

L’italia è divisa in due, a Nord Salvini, a Sud Di Maio. Sono loro i vincitori assoluti (e in parte annunciati) di queste elezioni 2018. Un risultato elettorale che ha dato i suoi verdetti inappellabili (anche se non ancora definitivi), almeno dal punto di vista numerico.

Dicevamo dei vincitori, Matteo Salvini è riuscito a portare il suo partito, dal quale ha fatto sparire, non a caso, la parola “Nord”: dal 4% del 2013 al 18% circa di oggi. Luigi Di Maio è riuscito ad andare oltre quel 25% di cinque anni fa che sembrava un risultato irripetibile e frutto di una combinazione di fattori storici e politici di quel periodo. Il Movimento 5 Stelle migliora, sale e sfiora, da solo, il 33% posizionandosi di gran lunga primo tra i partiti a livello nazionale con una predominanza assoluta nel centro sud Italia.

Scende Forza Italia: dal 22% del 2013 a un 14% (dato sempre provvisorio). Che sia un segno inequivocabile del tramonto politico di Berlusconi? Migliora di tre punti percentuale Fratelli d’Italia (4,3%) trascinata dalla spinta dell’elettorato verso l’area di centrodestra.

Crolla di quasi dieci punti percentuali il Partito Democratico. Un testa a testa con la Lega Salviniana per il secondo posto assoluto come partito dietro al M5S, ma considerando che è la forza uscente di Governo, questa tornata può essere definita una vera debacle. Renzi si è detto disponibile a lasciare la guida del partito (in favore di Gentiloni?).

Secondo previsione Liberi e Uguali, attorno al 3,4%, seguita da +Europa di Emma Bonino, 2,6%. Male Noi con l’Italia – Udc, la cosiddetta “quarta gamba che non va oltre 1,5%. Supera l’1% Potere al Popolo.

Nonostante la netta affermazione di Lega e M5S, fino a questo momento né la coalizione di centrodestra (quasi 37%) né il partito di Luigi di Maio riescono a superare il 40% delle preferenze e avere così la maggioranza assoluta dei seggi. Uno scenario segnato da un equilibrio precario tra le forze politiche, all’interno del quale grande peso avranno le scelte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

IN VENETO. Affermazione netta in Veneto del centro destra. Secondo l’osservatorio del Consiglio Regionale, con il 94% delle sezioni che hanno chiuso lo scrutinio, raggiunge il 48%. A segnare un autentico exploit è la Lega che segna il 33% delle preferenze con una crescita esponenziale rispetto all’11% delle precedenti politiche del 2013 risultato segnato da Forza Italia che ha visto invertiti i ruoli. Secondo il M5S che registra un 24,5% mentre è crollo per il Pd che mai, con il 16,5, era sceso così in basso. Nel 2013 aveva ottenuto il 23%.