D’Arienzo contro la “schedatura” del ministro Grillo

La ministra grillina della Salute Giulia Grillo ha deciso l’allontanamento di trenta membri del Consiglio superiore di Sanità, organismo di primo livello scientifico presieduto dalla professoressa Roberta Siliquini che annovera scienziati di chiara fama, dopo un’inchiesta (un’indagine informale secondo la titolare del dicastero) da lei stessa ordinata sui precedenti politici dei suoi componenti.

La Grillo, si sarebbe giustificata dicendo di aver scelto di aprire le porte ad altre personalità meritevoli. Al quotidiano La Repubblica ha comunicato: «Ho chiesto una verifica sulle precedenti nomine. Serve nuova linfa, coinvolgere personalità rimaste ai margini». Sul suo profilo Facebook commenta così: «Perché l’ho fatto? Perché a seguito dello scioglimento del Css da più parti, in primis dalle dichiarazioni della ex presidente Siliquini, si chiedeva di agire separando la politica dalla scienza. Semplicemente nel corso di normali interlocuzioni, ho chiesto ai colleghi se avevano notizie di attività politica da parte degli ormai ex membri. Il risultato è sotto i vostri occhi. Vi sembra un dossier? (facendo riferimento al documento integrale che potere scaricare qui)

La decisione del ministro ha provocato un’interrogazione urgente di 35 senatori del Partito Democratico, ma a parlare di “dossieraggio fascista” è anche Forza Italia. Critiche interne anche da altri componenti del Movimento 5 Stelle.

Un commento arriva anche dal senatore veronese del Partito Democratico Vincenzo D’Arienzo che sul suo profilo Facebook scrive: «L’ordine era non già di valutare le capacità degli interessati, bensì i loro trascorsi politici e quelli dei loro parenti – accusa il senatore, che aggiunge – La schedatura ha fatto emergere che il vicepresidente del Consiglio superiore, Adelfio Elio Cardinale, professore di Radiologia all’Università di Palermo è colpevole perché sposato con il magistrato Palma, ovvero Anna Maria Palma, già procuratore a Palermo e Caltanissetta; il professor Francesco Bove, docente di Anatomia Umana alla Sapienza di Roma, colpevole di essere iscritto all’Ordine dei giornalisti; il professor Placido Bramanti, ordinario di Scienze mediche applicate all’Università di Messina, colpevole di essere stato candidato alle amministrative in Sicilia; il professor Antonio Colombo, luminare della Cardiologia che ha lavorato negli ospedali di Stamford e della Columbia University colpevole di essere uno dei medici che ha operato Berlusconi; la professoressa Gabriella Fabbrocini, Dipartimento di Medicina clinica e chirurgica della Federico II di Napoli, colpevole di essere stata candidata alle ultime politiche e il dottor Giuseppe Segreto, Medicina generale, colpevole di essere stato deputato per la Regione Siciliana del Psi dal 2001 al 2006».

«Poiché per regolamento non potevano essere cacciati i sei medici interessati, il ministro ha deciso di revocare tutti i componenti. Come facevano i fascisti ed i nazisti? Schedavano i cittadini ai quali attribuivano una stella di colore diverso e ne ammazzavano uno per insegnare a cento. Arriverà la fine di questa notte buia!» ha chiosato alla fine del post D’Arienzo

«Rinnovare le commissioni aprendo le porte al nuovo, magari a chi pur avendo i titoli non ha i legami “giusti” è un’operazione che il Paese probabilmente non ha mai visto e questo dà chiaramente fastidio a qualcuno» la controreplica alle accuse del ministro sulla sua pagina Facebook.