Corpi impuri. Il tabù delle mestruazioni

CORPI IMPURI Marinella Manicardi

Lo spettacolo teatrale di e con Marinella Manicardi sarà domenica 31 marzo alle 21 al Laboratorio Autogestito Paratodos di Verona. L’evento ostiene e conclude la tre giorni di manifestazioni di Non una di meno contro il Congresso nazionale delle famiglie.

Domenica, il Teatro Popolare di Verona, con la collaborazione del Paratodos e di Non una di meno Verona, nell’ambito della sua rassegna e in supporto agli eventi del fine settimana di Verona città transfemminista, promossi da Non una di meno Verona, organizza lo spettacolo Corpi Impuri. Il Tabù delle mestruazioni, con Marinella Manicardi, attrice e regista della compagnia Catarsi passeggere.

Sia lo spettacolo che il libro, scritto dalla stessa Manicardi, affrontano il tema delle mestruazioni: un fenomeno fisiologico che riguarda le donne a cadenza mensile, come indica l’etimologia stessa della parola. Qualcosa di naturale, quindi, che tuttavia costituisce ancora un tabù. Mestruazioni è una parola ancora in parte interdetta, nominata spesso con vergogna.

«Difficile dire: mestruazioni. Si dice: ho le mie cose, sono indisposta, sai è il periodo, ho il marchese. Il marchese? In quei giorni era vietato fare bagno o preparare la maionese, sarebbe impazzita. E ancora oggi, non si piantano fiori: morirebbero. Per molte donne sono una scocciatura, per altre una disgrazia, quasi sempre un imbarazzo, se non una vergogna» spiega Marinella Manicardi, presentando il suo Corpi impuri.

«Gli uomini spesso non ne vogliono nemmeno sentir parlare: che schifo! Se il sangue mestruale provenisse, non so, da un braccio
forse non sarebbe coperto da censure e imbarazzi. Ma quel sangue proviene da dove ha origine la vita. E lì, in quel punto, lì attorno al sesso femminile si è scatenata una battaglia esilarante e tragica. Scienza e religione si sono affrontate con dogmi strampalati e teorie scientifiche fantasiose. Fino al 1875, quando finalmente hanno cominciato a capirci qualcosa. Ma c’è ancora molto da capire perché il tabù è così forte e così ben piantato nell’immaginario collettivo da influenzare ancora oggi leggi, discriminazioni, violenza, superstizione, etichetta, linguaggio e rappresentazione.»

Aggiunge poi l’autrice: «Sulle mestruazioni non si può scherzare: non ci sono barzellette, o pochissime. Eppure è semplicemente sangue, naturale, così naturale che
senza mestruazioni non ci sarebbero nemmeno i bambini, cioè noi. E allora perché in molte culture e per le tre religioni monoteiste: cattolica, ebraica e mussulmana, il corpo mestruato della donna, la donna, è un corpo impuro? Perché impuro?»