Congresso delle famiglie, Traguardi: “La sterile politica degli odi contrapposti parla una lingua vecchia”

Una città vittima di se stessa, che non riesce a liberarsi di una leggenda nera tanto pesante quanto lontana dalla realtà. È così che Traguardi vede Verona alla vigilia del World Congress of Families.

«Non ci capacitiamo del fatto che una città come la nostra, che conosciamo come tollerante, solidale e sempre più aperta al nuovo possa essere associata a un evento come quello del prossimo fine settimana, che riunirà il peggio delle voci intolleranti, omofobe e misogine dei cinque continenti» commenta Beatrice Verzè, consigliere Quinta circoscrizione Verona Civica -Traguardi, che prosegue: «Non capiamo soprattutto perché, ancora una volta, una minoranza rumorosa debba fare male al nome di Verona nel mondo. Lo ha già fatto prima del congresso, e temiamo che il peggio debba ancora venire. Per questo abbiamo voluto esprimerci chiaramente su quanto avverrà in città il prossimo fine settimana: è intollerabile che gli organizzatori del congresso rivendichino come loro esclusivi il richiamo ai valori cristiani, la difesa della famiglia, la tutela della donna. Anche perché, nonostante gli ipocriti inviti ad aspettare di sentire cosa diranno, il pensiero di gran parte dei relatori è assai difficile da ricollegare ai principi di amore, tolleranza, apertura e tutela della maternità cui vorrebbero richiamarsi».

«La posizione di Traguardi in merito è netta – prosegue Francesca Predicatori, che ha coordinato la partecipazione del movimento al flashmob “Liber.e” in programma per sabato mattina al cinema K2 – rigettiamo in toto i contenuti del Congresso, che dietro alla bella etichetta “famiglia” nasconde in realtà il desiderio di pochi di soffocare la libertà di molti e di criminalizzare mezzo secolo di conquiste per i diritti e la civiltà. Ma rifiutiamo anche l’ideologia incendiaria di chi, invece di lavorare per un reale sostegno a tutte le famiglie fondate sull’amore (le uniche esistenti, con buona pace di chi propugna a sproposito altre teorie), sfrutta queste occasioni per un tornaconto politico, montando un muro contro muro che compatta il fronte tradizionalista e danneggia le vittime dell’intolleranza e della violenza, verbale e non. Per questo Traguardi è stato da subito in prima fila per organizzare, insieme a molte altre voci veronesi, Liber.E: sarà un momento corale e collettivo, nel quale si intrecceranno voci e sensibilità anche molto diverse fra loro, ma accomunate da un’identica visione del ruolo della donna nella società e dalla convinzione che maternità e diritti civili, famiglia e lavoro non siano concetti fra loro in contraddizione. È su questo, e non sulle sterili posizioni ideologiche, che invitiamo tutti i veronesi e le veronesi moderati a unirsi a noi!».

«Di fronte al fuoco di fila visto nelle ultime settimane, il nostro richiamo è ancora una volta alla concretezza – conclude Pietro Trincanato, presidente di Traguardi – Grazie a Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Verona Civica – Traguardi, il nostro movimento è già riuscito a portare a casa uno stanziamento importante per politiche a favore delle neomamme, ma c’è ancora molto da fare, su questo fronte come su quello della lotta all’omo e alla transfobia. E riteniamo che il primo passo sia proprio prendere le distanze da eventi come questo, che non solo danneggiano la città, ma anche offendono tutti i suoi cittadini. Cosa dirà il sindaco Sboarina ai tanti veronesi omosessuali che, con la sua benedizione, si sentiranno dare dei malati o dei criminali in sale pagate con le loro tasse? E con che faccia il ministro Bussetti potrà dire una parola contro il bullismo e la violenza nelle scuole dopo aver unito la sua voce a questo coro delirante? Traguardi ha la fortuna di contare molti giovani tra le sue fila, un privilegio dato a pochi movimenti nella politica di oggi. Per questo riteniamo doveroso usare la nostra voce per far udire quella di una generazione che di fronte a messaggi d’intolleranza come questi rimane sbigottita, e che chiede alle istituzioni di abbassare i toni e di mettersi al lavoro seriamente per costruire un futuro di libertà e tolleranza per tutti».