Circoscrizioni: Sboarina rischio minoranza

sindaco

Possibile alleanza Pd-Tosi negli otto parlamentini della città. Un accordo tuttavia non scontato per il vuoto di potere e la guerra intestina tra le correnti del Pd veronese.

La logica del contropotere. L’opposizione a Federico Sboarina si potrebbe riorganizzare…nelle circoscrizioni. Se infatti Sboarina può godere di un’ampia maggioranza a Palazzo Barbieri, non è così nelle otto circoscrizioni della città, dove il proporzionale ha premiato Lista Tosi e Pd, che se dovessero convergere metterebbero in minoranza il centrodestra in ogni parlamentino.

Il condizionale è d’obbligo perché il Pd è dilaniato da guerre interne tra le correnti, con i renziani che gradirebbero una collaborazione con i tosiani, mentre l’ala per anni fiera oppositrice del sistema Tosi non vuole sentire ragioni. La situazione è aggravata dal vuoto di potere nei dem veronesi dopo le dimissioni della segretaria cittadina Orietta Salemi e del segretario provinciale Alessio Albertini.

E che l’accordo Tosi e Pd non sia scontato lo attestano le dimissioni in sesta circoscrizione della personalità forse maggiormente in grado di unire, Luigi Fresco, eletto a suon di voti con la Lista Tosi ma con un lungo passato nelle fila del centrosinistra. Fresco, popolare presidente e allenatore della terza espressione calcistica della città, la Virtus, ufficialmente si è dimesso per il possibile ripescaggio in serie C della sua squadra.

Inoltre la composizione ancora in essere del consiglio comunale blocca a ruota quella delle circoscrizioni. Infatti a Palazzo Barbieri hanno ovviamente presentato le dimissioni i 9 nuovi assessori eletti in consiglio (Fontana, Zanotto e Toffali della Lega, Polato, Bertacco, Padovani, Segala di Battiti, Rando e Briani di Verona Domani), oltre alla Salemi del Pd che ha scelto di restare nel Consiglio Regionale.

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