Bando periferie in Senato. D’Arienzo: “Occasione per riportare a Verona il maltolto”

«Non ci saranno altri appuntamenti simili e spero che i colleghi veronesi non facciamo orecchie da mercante. Votare contro la possibilità per Verona di riavere quel finanziamento sarebbe incomprensibile, oltre allo schiaffo che assesterebbe al nostro territorio». Queste le parole del Senatore del Partito Democratico Vincenzo D’Arienzo, il quale, con una nota diffusa alla stampa, ah ricordato come domani al Senato ci sia «la prima vera occasione di sanare lo “scippo” del Governo sul bando periferie».

«Verona ha perso 18 milioni di euro ed è caduto un progetto di recupero di Veronetta con nuovi servizi pari a circa 40 milioni di euro. – spiega D’Arienzo – In Italia, il miliardo e 600 milioni pubblici avevano generato contributi privati per un altro miliardo e 100 milioni. In totale 2,7 miliardi di lavori e appalti pubblici cancellati».

«Il Presidente Conte aveva promesso ai sindaci che i soldi sarebbero stati restituiti in tre anni a partire dalla prossima legge di bilancio. Prosegue il senatore – Una bugia, come quelle raccontate sul suo curriculum, sul concorso presso La Sapienza e adesso sul concorso fatto per diventare professore ordinario a Firenze. Infatti, nel DEF presentato non c’è traccia di quei finanziamenti. Anzi, si capisce che il miliardo e 600 milioni scippati ai 96 progetti presentati dai Comuni, saranno impiegati altrove. Verona riceverà solo il rimborso delle spese finora sostenute per i progetti. Non un soldo in più, nonostante serva un altro milione di euro per completarli».

«Per questo, domani al Senato voteremo sulla nostra proposta che impegna il Governo a dare seguito agli impegni che Conte ha assunto con l’Anci l’11 settembre scorso, di emanare un provvedimento che reintegri le somme cancellate. – conclude l’onorevole – È l’occasione per riportare a Verona il maltolto. Tra l’altro, non capisco perché il Comune di Verona sia così silenzioso. È tra i pochi enti in Italia che non ha avviato il ricorso al TAR contro il provvedimento che toglie i soldi, per far valere le responsabilità di carattere amministrativo, erariale e di legittimità costituzionale nei confronti dello Stato. Capisco la difficoltà nei confronti del governo amico, ma far finta di niente significa danneggiare Verona».