Anche l’Adige ha il suo museo

Nato dalla volontà del Canoa Club di Verona, il magazzino dell’ex Dogana ospita percorsi didattici, esposizioni fotografiche ed eventi culturali dedicati al fiume che attraversa la nostra città.

Poco dopo l’imbocco di via Dogana, lato Adige, un portone si apre sui resti di un antico palazzo, sede del magazzino della Dogana. Niente tetto, solo i muri perimetrali, un paio di piccoli edifici ricavati nel tempo, ma soprattutto una porta che si apre verso il fiume nell’unico punto in cui gli argini, costruiti a cavallo tra ‘800 e ‘900 per difendere la città dalle devastanti piene, lasciano il posto a una darsena che permette l’accesso diretto all’acqua. In questo luogo unico ha sede il Canoa Club Verona, realtà sportiva che, forte di cinquanta anni di storia, continua a dare alla nostra nazionale campioni di notevole spessore.

«Il magazzino fu costruito nel 1792 su progetto del Pompei, ai tempi del dominio veneziano» raccontano Bruno Panziera e Luigi Spellini, rispettivamente presidente e vicepresidente del Canoa Club. «La vera e propria Dogana è il palazzo che si trova all’altro lato della strada, attuale sede della Sovrintendenza. Con la devastante piena del 1882, il magazzino finì sotto acqua, insieme a buona parte della città. Tra le due guerre fu utilizzato come magazzino militare e durante la Seconda Guerra Mondiale fu bombardato e incendiato. Abbandonato a se stesso, venne affidato al Canoa Club agli inizi degli anni ’60». Oggi è una delle due sedi del club, che si divide tra il centro città e Chievo. «Vogliamo rivitalizzare questo spazio non solo come sede sportiva, ma anche come luogo in cui ospitare attività culturali. Per questo, abbiamo creato al suo interno un museo del fiume, con percorsi didattici molto frequentati dalle scuole dedicati alla storia e alla vita sull’Adige, implementati dai ragazzi stessi, con le loro ricerche, in un’esposizione dinamica, in continua evoluzione. Abbiamo recuperato reperti, fotografie, stampe, libri; a volte, giacciono dimenticati tra le pareti dei magazzini dei musei cittadini, altre nelle biblioteche di famiglia: stiamo cercando di riportarli in vita».

In quest’ottica, in collaborazione con la Biblioteca Civica e il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, il Canoa Club ha recuperato alcuni scatti fotografici d’epoca, esposti in una piccola sala della sede, dedicati a Ponte Navi e alla Dogana. I muri perimetrali ospitano poi gli scatti della fotografa Caterina Parona, che ha ritratto Verona da una canoa lungo l’Adige, raccolti nella mostra Il fiume sopra: «Queste immagini testimoniano come il fiume sia oggi il grande escluso dalla vita cittadina: chiuso tra le mura, non vissuto. Questo per molti motivi, alcuni assolutamente legittimi: durante le piene, cambia completamente la sua natura, acquisendo una velocità mostruosa. Potrebbe però tornare a vivere: non con grandi barche a motore, per la sua natura imprevedibile, ma anche per tutelare il suo equilibrio, bensì con mezzi a remi. Noi ci stiamo impegnando in questa direzione».

Un contenitore espositivo a 360 gradi, sempre aperto al pubblico martedì, giovedì e sabato dalle 15 alle 18 e in altri orari su appuntamento, pronto ad accogliere diverse proposte culturali, purché legate al particolare luogo in cui prendono vita. «Durante l’estate abbiamo realizzato “Qualcosa da dichiarare”, una rassegna sulla darsena con concerti, convegni, rappresentazioni teatrali, letture; tutti eventi legati al fiume e al concetto di dogana e di confine. Abbiamo l’ambizione – concludono Panziera e Spellini – non solo di raccontare delle storie, ma anche di far crescere una sensibilità nei confronti dell’Adige: vorremmo che le nuove generazioni riscoprissero che può diventare amico, se lo si sa trattare».