Atterrati al Catullo i 38 veronesi bloccati in Israele. LE FOTO

È finalmente finita l'agonia dei 38 veronesi bloccati a Gerusalemme, in Israele, atterrati questa sera all’aeroporto Catullo di Verona-Villafranca con il volo della compagnia Neos partito da Tel Aviv con 180 italiani a bordo. Tanta agitazione ed emozione per il gruppo, che ha potuto finalmente riabbracciare i propri cari. Sfoglia la gallery fotografica Guarda il video Il…

È finalmente finita l’agonia dei 38 veronesi bloccati a Gerusalemme, in Israele, atterrati questa sera all’aeroporto Catullo di Verona-Villafranca con il volo della compagnia Neos partito da Tel Aviv con 180 italiani a bordo. Tanta agitazione ed emozione per il gruppo, che ha potuto finalmente riabbracciare i propri cari.

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Il servizio dei colleghi de L’Adige

Sul posto anche i colleghi del Giornale Adige, ecco le interviste. (Servizio di Elisabetta Gallina,  Matilde Anghinoni. In redazione Marco Danieli).

Le parole di Luca Zaia

«In un clima di grande preoccupazione e dolore, l’arrivo all’aeroporto di Verona di un folto gruppo di cittadini rimasti bloccati a Gerusalemme segna una importante tappa nell’impegno che stiamo portando avanti per riuscire a rimpatriare rapidamente tutti i veneti che ancora si trovano in Israele, colti nella situazione di guerra scatenata da Hamas. Nel dare loro un saluto di bentornati, ringrazio il Ministro degli Esteri Tajani, tutti gli uffici della Farnesina coinvolti e le autorità diplomatiche per l’ininterrotto lavoro che hanno garantito a favore di un rapido esito dell’operazione, contemporaneamente esprimo un plauso alla compagnia Neos che ha garantito il volo».

Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta, ieri sera, l’arrivo al Catullo di Verona della comitiva di pellegrini, comprendente anche due neonati e cinque bambini.

«Siamo al corrente – conclude il Governatore – che anche in aree nel nord del paese, anche in un kibbutz, ci sarebbero altri cittadini italiani provenienti dal Veneto. Continueremo a seguire la situazione in stretto contatto con il Ministero affinché tutti coloro che sono rimasti in quella morsa di violenza cieca, terrore e tensione possano rientrare alle loro case».

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