Medioriente, via d’uscita per i 38 veronesi bloccati a Gerusalemme

Si tratta di un gruppo confessionale della Chiesa della Restaurazione di Verona: dovevano rientrare il 7 ottobre ma è scoppiata la guerra. Il deputato Padovani: «Saranno scortati via terra in Giordania».

Israele attacco Gaza Hamas
Foto dalla pagina Facebook della Conferenza Episcopale Italiana

AGGIORNAMENTO: le rassicurazioni dell’onorevole Padovani

«Questa mattina, anche a seguito di numerose telefonate con i colleghi deputati della Commissione Affari Esteri, in stretto contatto con la Farnesina, ho ricevuto notizie rassicuranti per le 38 persone partite con il tour operator da Peschiera del Garda e bloccate in Israele» fa sapere Marco Padovani, deputato di Fratelli d’Italia.

«Il convoglio sarà scortato via terra ad Amman, in Giordania, dove poi avrà la possibilità di imbarcarsi e tornare in Patria. Sono attimi di tensione, durante i quali resta sempre massima la mia attenzione. Resto in continuo contatto con gli Affari Esteri al fine di monitorare gli spostamenti ed assicurarmi che tutto vada per il meglio. Per riportare a casa sani e salvi gli italiani bloccati in Medio Oriente».

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Marco Padovani
Marco Padovani

Secondo il tour operato specializzato “Le Terre della Bibbia”, il gruppo di pellegrini dovrebbe ripartire domani alle 4.40 del mattino da Tel Aviv. Non è chiaro se ripartiranno quindi dalla Giordania o dalla città israeliana.

La situazione dei pellegrini

Sono chiusi nel loro hotel di Gerusalemme, in buona condizioni ma spaventati, 38 cittadini italiani, residenti a Verona, sorpresi durante un pellegrinaggio in Terra Santa dallo scoppio della guerra. Della comitiva fanno parte due neonati, cinque bambini e sei adolescenti.

L’allarme in Italia l’hanno lanciato contattando anche la Regione Veneto e lo stesso Luca Zaia, che ha subito informato la Farnesina, con la quale è in contatto costante. Si tratta di un gruppo confessionale della Chiesa della Restaurazione di Verona. Da qui erano partiti il 29 settembre: avrebbero dovuto fare ritorno il 7 ottobre. Sbarcati a Tel Aviv, avevano fatto un tour in Cisgiordania e quindi erano giunti a Gerusalemme. Il gruppo alloggia all’hotel St. George.

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«Qui non scherzano – dice ai microfoni dell’Ansa Genny Senigaglia, 36 anni -. Abbiamo saputo che avrebbero già preso degli ostaggi stranieri. Gerusalemme pare morta, non transita una macchina. Ieri abbiamo sentito le urla di giubilo dei palestinesi per le vittime israeliane provocati dall’attacco».

«Sabato – prosegue la donna – stavamo andando al Muro del Pianto quando sopra le nostre teste è volato un missile. Non sappiamo come rientrare, e facciamo appello alle nostre autorità diplomatiche. Le uniche compagnie che volavano – conclude – sono Israir e Elal: chiedevano 1.500 euro per un biglietto per l’Italia, e adesso sono esauriti».

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