Appello unanime per l’Antimafia a Verona

Lotta alla criminalità organizzata a Verona: richiesta unanime sottoscritta da tutti i sindaci della provincia per portare sul territorio Direzione Investigativa Antimafia e Direzione Distrettuale Antimafia.

Incontro Antimafia Verona
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Indirizzata al Governo, su iniziativa del Comune di Verona attraverso il sindaco Tommasi e l’assessora alla Sicurezza e Legalità Zivelonghi insieme ad Avviso pubblico, la lettera sottoscritta dai 98 sindaci veronesi che chiede il distacco presso la Procura della Repubblica di Verona di un magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia (D.D.A.) della Procura della Repubblica presso il tribunale di Venezia e l’istituzione di una sezione operativa della Direzione Investigativa Antimafia.

Il Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati Ciro Maschio (FdI), intervenuto oggi alla presentazione in sala Arazzi, ha confermato l’impegno a portare avanti l’iter. «Prima serve però portare a Verona la Corte d’Appello, proposta già depositata ed inserita nella geografia della riforma della Giustizia» ha ricordato.

«Non posso che apprezzare e congratularmi per la sensibilità dimostrata da cosi tanti Amministratori» dichiara il Procuratore della Repubblica di Verona Raffaele Tito. «Hanno capito le difficoltà che da qualche anno oramai la Procura della Repubblica di Verona e con lei tutte le Forze di Polizia stanno incontrando nella lotta al crimine organizzato di stampo mafioso. Mi emoziona vedere tanta unità per un tema che riguarda la Giustizia».

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La lotta per la legalità

Il diritto alla legalità non ha colore politico. La legalità non è di destra o di sinistra. La legalità non ha, e non deve avere, colore politico. È un diritto fondamentale dei cittadini, e chiunque è al governo di una comunità sa che assicurarne il rispetto è un suo compito, un suo dovere.

Tanto più in un territorio come quello di Verona e della sua provincia, ricco, che attrae affari, opere infrastrutturali, grandi eventi, e quindi anche la criminalità organizzata.

La mafia si combatte solo uniti, ma servono gli strumenti adeguati, a cominciare dall’istituzione di una sezione operativa della Direzione Investigativa Antimafia e il distacco presso la Procura della Repubblica di Verona di un magistrato della Direzione Distrettuale Anti Mafia (D.D.A.) della Procura della Repubblica presso il tribunale di Venezia.

Una necessità avvertita ormai da anni, confermata dalle relazioni e dai dati della Direzione investigativa antimafia, e per la quale l’Amministrazione si è mossa fin da subito coinvolgendo tutti i Comuni della Provincia per un’azione corale e condivisa. Il risultato è la lettera indirizzata ai ministri Piantedosi e Nordio e ai parlamentari veronesi per finalizzare la richiesta, un risultato storico per la coralità e la rapidità della risposta. Un coinvolgimento a cui l’Amministrazione stava lavorando da tempo in collaborazione con Avviso pubblico, di cui è socio e con il quale è impegnato a portare avanti la cultura della legalità, del rispetto delle regole e della lotta ad ogni tipo di mafia.

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Le relazioni semestrali della Direzione investigativa antimafia evidenziano da tempo come quello veronese sia un territorio in cui, unitamente alla mafia calabrese, operano anche altre organizzazioni di tipo mafioso, sia italiane che straniere, le quali sono principalmente attive nel riciclaggio di denaro di provenienza illecita nell’economia locale, nello spaccio di quantità significative di sostanze stupefacenti e nello sfruttamento di persone per finalità sessuali e di lavoro.

Dal 2022 al gennaio 2024, la Prefettura di Verona ha emesso 22 interdittive antimafia – di cui 4 prevenzioni collaborative – nei confronti di imprese operanti in diversi settori produttivi del territorio scaligero e l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, nel suo ultimo rapporto riferito al 2023, ha segnalato 1.972 operazioni finanziarie sospette. Dato che pone la provincia di Verona al secondo posto di tutto il Veneto.

I commenti

«Questa necessità parte da dati di fatto che purtroppo sono stati evidenziati dalle recenti operazioni investigative e che hanno confermato la presenza della criminalità organizzata sul nostro territorio – ha detto il sindaco di Verona Damiano Tommasi -. Ed è facile immaginare che l’interesse della criminalità organizzata aumenterà nei prossimi mesi con l’avvio di ingenti opere infrastrutturali e dei grandi eventi internazionali a cui sono legati investimenti che attraggono appetiti poco raccomandabili e spesso poco riconoscibili. Grazie al supporto di Avviso Pubblico in questi mesi abbiamo cercato di alzare l’asticella dell’attenzione e della sensibilità creando anticorpi istituzionali che devono stare tutti dalla stessa parte, e su questo stiamo dimostrando di non avere dubbi. Mi auguro davvero che questa iniziativa possa portare, grazie anche alle nostre presenze territoriali nelle istituzioni romane e a livello governativo ad ottenere questo riconoscimento. Un risultato che permetterebbe di contrastare in modo concreto chi vuole affari in modo illecito sfruttando quel terreno fertile che Verona offre in termini di presenze, lavori e grandi opere. La necessità della presenza di un controllo investigativo specifico e rafforzato nella nostra provincia è avvertita da tempo, come attestato anche dalla mozione votata al Consiglio Comunale del Comune di Verona il 30 agosto 2017 da tutte le forze politiche, tra cui l’attuale Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati, e ripresa dall’attuale Giunta Comunale veronese il 26 ottobre 2022. Ringrazio tutti della presenza, singolarmente non avremo quella forza che abbiamo uniti» ha concluso il sindaco, che ha ricordato come l’iniziativa trovi l’unanimità dei consensi delle istituzioni e delle Forze dell’ordine che sui temi della sicurezza e legalità si confrontano costantemente nel Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico.

«Le recenti indagini Taurus e Isola Scaligera hanno, come noto, attestato il radicamento (non infiltrazione) della criminalità organizzata nell’area veronese – afferma l’assessora alla Sicurezza, alla Trasparenza e alla Legalità Stefania Zivelonghi –. Il fenomeno, oltre ad essere diffuso, pare essere di elevata qualità, tale da riuscire a permeare significativamente alcuni settori dell’economia e avvicinare con disinvoltura tanto la politica quanto importanti centri decisionali del territorio. Come ben sottolineato in più occasioni anche dal Procuratore, è essenziale che il fulcro nevralgico delle indagini si alimenti e parta da Verona, e non da Venezia, la cui lontananza geografica non consente di cogliere in modo efficace i segnali e le dinamiche dei nostri territori, né consente i giusti tempi di reazione a tali segnali. La necessità è fortemente avvertita dai cittadini dell’intero territorio della provincia veronese, come attestato dalla risposta corale data dai loro rappresentanti sindaci che hanno, tutti nessuno escluso e a prescindere dall’appartenenza politica, raccolto l’invito di Avviso Pubblico e del Comune Capoluogo di formalizzare ai ministri della Giustizia e dell’Interno la richiesta di istituire a Verona una sede della Direzione Distrettuale Antimafia e di una sezione della Direzione Investigativa Antimafia. Abbiamo la fortuna di vivere in un contesto di grandi sfide e grandi opportunità, che già ora e ancor più nei prossimi mesi e anni vivrà una stagione di importanti investimenti pubblici e importanti opere: da questo deriva la grande responsabilità delle istituzioni nazionali di dare all’economia e ai cittadini gli strumenti adeguati per preservarlo dai rischi di una presenza mafiosa che flussi di denaro e un fiorente tessuto economico inevitabilmente comportano».

Il coordinatore provinciale di Avviso Pubblico a Verona Daniele Zivelonghi (sindaco di Fumane): «È un fatto unico e straordinario che tutti i Sindaci della provincia di Verona, con il Presidente della Provincia, abbiano deciso di accettare la proposta di sottoscrivere la lettera che invieremo ai parlamentari, ai consiglieri regionali veronesi, al Ministro dell’Interno e della Giustizia per chiedere che a Verona sia istituita una sezione della Direzione investigativa antimafia e della Direzione distrettuale antimafia. Una richiesta che in tempi recenti è stata autorevolmente esplicitata anche dal Procuratore della Repubblica, dottor Raffaele Tito. Nell’ultimo coordinamento provinciale di Avviso Pubblico – che nel veronese conta attualmente 38 Comuni soci, più la Provincia e due società a partecipazione pubblica – avevamo deciso all’unanimità di sostenere la mozione votata al Consiglio Comunale del Comune di Verona il 30 agosto 2017 da tutte le forze politiche, tra cui l’attuale Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati e ripresa dall’attuale Giunta Comunale veronese il 26 ottobre 2022. I Sindaci veronesi mandano un messaggio importante al territorio: contro la criminalità organizzata, serve un’azione di legalità organizzata, che coinvolga non solo la magistratura e le forze di polizia – cui va il nostro più sentito ringraziamento per il lavoro che svolgono sul territorio scaligero – ma anche la politica, il mondo dell’economia e la società civile».

«Come nella lotta al Covid, tutti i sindaci si uniscono contro un altro nemico invisibile, la criminalità organizzata – ha detto il presidente della Provincia e sindaco di Nogara Flavio Pasini -.Oggi parte un nuovo percorso che chiama in campo i rappresentanti del Governo e i parlamentari veronesi».

Il Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati Ciro Maschio è intervenuto ricordando l’impegno richiesto al Governo per istituire a Verona una sezione distaccata della Corte di appello di Venezia. Impegno contenuto in una risoluzione approvata lo scorso maggio dalla Commissione da lui presieduta che si occupa di giustizia. «La presenza sul territorio di una sezione operativa della D.I.A. e il distacco presso la Procura della Repubblica di Verona di un magistrato della Direzione Distrettuale Anti Mafia (D.D.A.) della Procura della Repubblica presso il tribunale di Venezia rafforzerebbe l’operato e le azioni contro la criminalità e potenzierebbe le misure già in atto – ha detto il presidente della Commissione -. Prima serve però portare a Verona la Corte d’Appello, proposta già depositata ed inserita nella geografia della riforma della Giustizia».

Aggiunge il Procuratore della Repubblica di Verona Raffaele Tito: «Il Veneto, al pari di molte altre grandi Regioni italiane, penso non solo alla Lombardia (Milano – Brescia), ma anche alla Campania (Napoli – Salerno), alla Sicilia (Palermo – Catania), alla Puglia (Bari – Lecce ), alla Calabria (Catanzaro – Reggio Calabria) ha estremo bisogno di poter utilizzare in maniera più diffusa quegli strumenti normativi ed investigativi che solo la legislazione antimafia mette a disposizione dei Pubblici Ministeri e della polizia giudiziaria; strumenti che da noi sono in mano ad un nucleo troppo ristretto di Pubblici Ministeri, peraltro con uffici nella sola sede giudiziaria di Venezia».

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