Altra interdittiva antimafia del Prefetto di Verona
Altra interdittiva antimafia firmata dal Prefetto di Verona: solo una decina di giorni fa era state colpite due aziende veronesi, una con sede in città e l’altra a Sommacampagna. Oggi tocca a un’altra azienda veronese, con sede in Strada Corte Bassa, fra Verona e Castel d’Azzano.
Rettifica: diversamente da quanto scritto in una versione precedente di questo articolo, la società interessata dall’interdittiva antimafia non ha sede nel Comune di Castel d’Azzano, ma in quello di Verona.
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Il monitoraggio antimafia del Prefetto di Verona
Nella delicata congiuntura economica e di emergenza sanitaria, prosegue e si rafforza l’impegno della Prefettura di Verona e del Gruppo Interforze Antimafia per la prevenzione e il contrasto delle infiltrazioni nell’economia della criminalità organizzata.
Un monitoraggio ad ampio raggio, che si avvale del contributo determinante degli esiti delle operazioni condotte dalle Forze di Polizia, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia, dal quale emerge la presenza di una mafia silente, che opera sotto traccia, senza gesti particolarmente eclatanti, e che tuttavia si innerva nel tessuto imprenditoriale, contaminandolo.
La nuova interdittiva
In questo quadro, una nuova interdittiva antimafia è stata adottata dal Prefetto Donato Cafagna nei confronti della impresa G.A.FER. Costruzioni Generali srl.
Il provvedimento è frutto degli approfondimenti informativi svolti dalla Questura, dai Carabinieri, dalla Guardia di Finanza e dalla Dia, che hanno evidenziato l’esistenza di un intreccio di legami familiari e interessi imprenditoriali tra la compagine societaria e i dipendenti con elementi affiliati a locali, che operano nel veronese con strutture organizzate in modo gerarchico, secondo regole interne che ricalcano quelle tipiche delle organizzazioni ‘ndranghetiste.
L’interdittiva antimafia è un provvedimento amministrativo di natura preventiva del Prefetto, al fine di garantire la libera concorrenza e la trasparenza nel mercato. Effetto principale è quello di escludere le aziende colpite dai rapporti contrattuali con la Pubblica Amministrazione.
Gli appelli della Dia
In Veneto la «fitta e funzionale rete infrastrutturale, in fase di ristrutturazione ed ulteriore ammodernamento, che consente una veloce movimentazione di mezzi e passeggeri può cadere nelle mire delle organizzazioni criminali, sia per lo sviluppo di traffici criminali transnazionali, sia per il riciclaggio, realizzato attraverso l’infiltrazione negli appalti». Lo sottolineava la Direzione investigativa antimafia, nella relazione semestrale inviata al Parlamento lo scorso luglio.
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