Al Polo Zanotto una mostra contro il bullismo e il sessismo
Violenza, bullismo, sessismo, sono atteggiamenti ma anche parole da combattere per abbattere le discriminazioni. Parte proprio dalle parole la mostra itinerante “STOP/ Campagna contro l’uso di un linguaggio violento e sessista”, promossa dal Cug, il Comitato unico di garanzia dell’ateneo di Verona, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
A partire dal 25 novembre fino al 9 dicembre, infatti, saranno esposti nell’atrio del Polo Zanotto per poi spostarsi in altri sedi universitarie, i 25 pannelli realizzati per la Campagna contro l’uso di un linguaggio violento e sessista, promossa dall’ateneo per sensibilizzare sull’uso di un linguaggio corretto e rispettoso. In essi sono raccontati, attraverso le parole, gli atteggiamenti da condannare, come il bullismo, la molestia sessuale, la violenza di genere, e quelli al contrario da promuovere, come il linguaggio di genere, la body positivity, la parità retributiva. Perché le parole sono anche espressione della cultura e per raggiungere una società più equa e rispettosa, è necessario anche fare attenzione alle espressioni, potenzialmente offensive, che si utilizzano.
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«L’impulso e la positiva realizzazione delle politiche di genere nei percorsi universitari e nelle carriere accademiche, – spiega Alessandra Cordiano, presidente del Cug – costituiscono un obiettivo dell’ateneo e del suo comitato unico di garanzia, nell’idea che l’uguaglianza di genere sia elemento vitale per una crescita intelligente e sostenibile».
La mostra, fino a nuove disposizioni, sarà fruibile in presenza solo dalle persone attualmente autorizzate all’accesso nelle strutture universitarie, secondo le regole previste dalla normativa anti Covid-19, per questo l’ateneo ha realizzato un video di presentazione, disponibile dal 25 novembre sull’home page del sito Univr e sul canale Youtube di ateneo, nel quale Olivia Guaraldo, delegata del rettore al Public engagement, illustra le parole scelte per raccontare l’uguaglianza e il rispetto di genere.
La parità, infatti, passa anche attraverso un corretto linguaggio, che eviti termini in apparenza neutri, ma che in realtà nascondono una discriminazione. Per questo l’ateneo si sta impegnando a combattere stereotipi e pregiudizi, anche attraverso la pubblicazione di Linee guida per la promozione dell’uso di un corretto linguaggio di genere.
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