Agsm, le agitazioni della politica sul caso della municipalizzata

Sono attese per il 12 giugno le proposte di Hera, Iren, Dolomiti ed Alperia per sostituire A2A nel protocollo d'intesa che determinerà il futuro di Agsm, dopo il no della Lega nei confronti della multiutility. Numerose le voci politiche che si sono espresse sulla vicenda.

fusione agsm-aim aggregazione

«Sono almeno 10 anni che si discute a Verona di nuove alleanze e fusioni attorno ad Agsm – sottolinea l’Onorevole Gianni Dal Moro – e ogni volta si riparte da capo. Da tempo Verona ha rinunciato a fare aggregazioni non consolidando sul mercato i sui principali asset: Veronafiere, Aereoporto, Agsm. Considero questo ritardo nelle scelte una grave responsabilità del centro destra e della classe dirigente della nostra città. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Basta un semplice raffronto fra il posizionamento di questi tre asset 15 anni fa e oggi per rendersi conto dei danni fatti a questa città».

«Altrettanto ho sempre considerato necessarie queste aggregazioni strategiche purché avvenissero nel massimo della trasparenza, del dibattito e del confronto. Purtroppo in questi anni ciò non è avvenuto e i soci dell’aeroporto di Verona hanno fatto entrare un partner privato (concorrente) senza gara con il totale sostegno delle principali categorie economiche e del Sindaco di allora Tosi e di oggi Sboarina».

«Ora siamo con Agsm di fronte ad una situazione simile, anche se per alcuni aspetti diversa.Sulla scelta del partner l’impressione è di un film già visto e non saranno certo i pareri degli studi legali o gli studi dell’advisor a tranquillizzarmi, anzi. Ancora una volta anni di trattative e incontri buttati al vento e ora il centro destra si divide e a farne le spese sono i cittadini veronesi. Non possiamo più tergiversare, dopo 10 anni di mancate decisioni, non si può più rinunciare ad accompagnare Agsm in un nuovo polo nazionale dell’energia e non ci si può limitare solo all’aggregazione con Vicenza. Occorre andare oltre. Altri ritardi sarebbero drammatici per la nostra municipalizzata sul piano industriale ed economico con sullo sfondo una possibile emergenza rifiuti».

«Ora occorre decidere e subito, basta divisioni e liti: chi governa si assuma le proprie responsabilità. Si proceda immediatamente con una gara pubblica a dimensione europea e vinca il miglior progetto che valorizza sul piano industriale la nostra municipalizzata. Non si può sfuggire, altre scorciatoie non sono possibili e ulteriori forzature sarebbero inaccettabili; diversamente vivremmo un lungo periodo di ricorsi e controricorsi che bloccherebbero per anni lo sviluppo dell’azienda».

A ribattere sul caso, in particolare sulle dichiarazioni di Zavarise, anche Tommaso Ferrari di Traguardi: «L’uscita della Lega su AGSM e Aeroporto sancisce apertamente quella che è già da tempo una regola non scritta in questa città: le aziende partecipate sono solo terreno di scontro politico, mentre di prospettive industriali non si parla mai. Fa sorridere che Zavarise additi l’aeroporto come modello da non seguire, visto che il suo partito governa ininterrottamente in città (e in regione) da quasi 15 anni, e dunque è il solo responsabile delle strategie miopi che negli anni hanno umiliato e declassato il Catullo. Ma il problema, qui, è un altro: attaccare lo strumento – ossia la fusione – anziché il merito delle operazioni è fuorviante. Esistono fusioni buone e fusioni cattive, e per questo da mesi invochiamo una gara trasparente per scegliere il partner industriale. Ma pensare che difendere Agsm significhi evitare qualsiasi alleanza strategica è semplicemente assurdo: questo è il modo migliore per condannarla alla marginalità! Chi ripete “Agsm è dei veronesi” in realtà pensa che l’azienda appartenga ai politici, sempre pronti a trasformare l’azienda in terreno di scontro ideologico a danno della città. I partiti della maggioranza continuino pure a farsi la guerra, ma non lo facciano sulle spalle di un’azienda strategica per la città, che dev’essere potenziata e resa più forte e competitiva grazie alle alleanze giuste».

A intervenire anche il Presidente del movimento civico Prima Verona, l’avvocato Michele Croce: «Il no della Lega a Sboarina sulla aggregazione di Agsm con la milanese A2A, dopo quello del capogruppo di FdI Ferrari, conforta noi e soprattutto i veronesi. È da oltre un anno che diciamo come questa operazione non porterebbe alcun valore a Verona ma, anzi, la spoglierebbe di uno degli ultimi motori economici del territorio. Per lo più violando palesemente le leggi che impongono la gara pubblica nella ricerca di un partner industriale.

«Ora il sindaco non dovrebbe che trarre le dovute conclusioni: l’aggregazione, senza il consenso della Lega, non potrà farsi. Non ci sono aritmeticamente i numeri. Prima che sia troppo tardi, anche per evitare spiacevoli conseguenze penali, interrompa la trattativa con i milanesi. Noi crediamo inoltre che un sindaco senza la condivisione del maggiore partito della sua maggioranza su due dei temi più importanti del suo mandato – Aeroporto e Agsm – dovrebbe trarne autonomamente le conseguenze e dimettersi, anche se dubitiamo che lo farà».

«L’invito lo rivolgiamo allora ai partiti e movimenti che ancora formalmente lo sostengono: per il bene dei veronesi e di Verona staccate la spina a questa amministrazione che sarà ricordata per l’immobilismo e l’incredibile tentativo – che comunque andrà a vuoto – di svendere Agsm a Milano. Sicuramente la maggior parte dei veronesi non la rimpiangerà».

A chiudere il giro di interventi, Giorgio Pasetto e Corrado Cortese di +Europa: «A quanto pare, Comune di Verona e dirigenza non vogliono sentir ragioni e continuano a sostenere la “svendita” di AGSM ad A2A, come scelta migliore, anzi naturale. Senza spiegare il perché. Comincia a destare sospetti, tanta insistenza: una scelta così ostinata deve avere alle spalle delle ragioni che evidentemente non si vogliono comunicare. La domanda fondamentale è: cosa c’è di così forte, importante da giustificare la rinuncia ad una oggettiva efficienza di servizio oltre che una partecipata coma AGSM, cassaforte delle finanze pubbliche veronesi, esempio di identità del territorio? Fino ad ora sono stata date vaghe giustificazioni che alludono a vantaggi di mercato, vogliamo parlare dei vantaggi per i cittadini? Stando a quel che si sa, i rifiuti dei veronesi dovrebbero venire smaltiti dl termovalorizzatore di A2A di Brescia. Non ci vuole troppa fantasia per prevedere – invece che vantaggi – costi di trasporto caricati in bolletta.»

«Il capitolo più grigio riguarda i sospetti: malgrado le richieste ufficiali, il sindaco Sboarina e la dirigenza di AGSM si rifiutano di render pubblica la relazione dell’advisor, Roland Berger, che avvalorerebbe il progetto di incorporazione in A2A. Se a questo si aggiunge che il capo advisor, Pierluigi Toncatti, risulta aver lavorato per A2a per ben otto anni, dire che c’è qualcosa di poco chiaro è il minimo. Dov’è il mercato e dove sono l’efficienza e il risparmio a garanzia dei cittadini?»