A Verona aumentano gli infortuni mortali sul lavoro. L’appello di CGIL

Secondo i dati INAIL, a Verona gli infortuni mortali in un anno sono cresciuti del 23%, dai 24 del 2022 ai 32 del 2023. Per quanto riguarda gli incidenti non mortali, la città scaligera registra invece una diminuzione delle denunce del -11,2%.

Mafia aziende Veneto cantiere caporalato operai cantieri morti sul lavoro
New call-to-action

L’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) ha diffuso i dati delle denunce di infortuni sul lavoro del 2023. CGIL Verona commenta i dati così: «I numeri inquadrano la nostra provincia ancora una volta in una condizione di forte criticità e i lavoratori e le lavoratrici veronesi in una condizione di vulnerabilità soprattutto per quanto riguarda gli infortuni mortali, cresciuti del 23% dai 24 del 2022 ai 32 del 2023. Peggio di noi in Veneto soltanto la provincia di Treviso dove i mortali sono passati da 14 a 17».

«Bisogna fare sempre molta attenzione ad utilizzare le percentuali sui “piccoli” numeri, tanto più che i consuntivi dell’anno precedente sono poi soggetti ad ulteriori verifiche nel corso dell’anno in corso. In questo caso, tuttavia, la progressione, anche rispetto al 2021, quando le denunce di infortunio mortale furono 22, appare netta e grave, e si pone in controtendenza rispetto al resto della regione (-4,4%) e al resto del Paese (-4,5%)».

LEGGI ANCHE: Ca’ del Bue: il Comune di Verona chiede approfondimenti ad Agsm Aim

Per quanto riguarda gli infortuni non mortali, Verona registra invece una diminuzione delle denunce del -11,2% (da 15.919 del 2022 a 14.132 del 2023) più o meno in linea con il livello regionale (-16,98% dagli 83.885 del 2022 ai 69.643 del 2023) e nazionale (-16,1% dai 697.773 del 2022 ai 585.356 del 2023). Il territorio scaligero resta comunque in testa per numero assoluto di eventi infortunistici. La seconda provincia per numerosità è infatti Vicenza con 13.457 eventi.

«Sulla riduzione pesa la fine del picco della pandemia da Covid, che nel 2022 aveva avuto uno strascico, non necessariamente un aumento della sicurezza. Il mercato del lavoro continua ad essere caratterizzato da una quota ancora enorme di precarietà e da aziende di dimensioni piccole o piccolissime che faticano ad implementare i sistemi e procedure di sicurezza necessarie».

Dal punto di vista del genere, la diminuzione delle denunce di infortuni riguarda in particolare le donne (-29,68% in Veneto, a fronte del -8,76% tra gli uomini) che tuttavia nei mesi scorsi avevano conosciuto un forte incremento. Il dato nazionale è di -27,6% le donne e di -8,1% gli uomini.

Crescono ovunque le denunce di malattie professionali: +19,71% il dato nazionale e +18,8% il dato regionale, entrambi doppiati dalla provincia di Verona che segna un +39,25%, da 586 denunce del 2022 alle 816 del 2023.

«Tutti questi dati evidenziano la necessità di portare avanti con maggiore convinzione e impegno tutti i protocolli di sicurezza concordati negli anni scorsi al tavolo della Prefettura con le associazioni datoriali, le forze dell’ordine, gli entri deputati ai controlli e gli ordini professionali», commenta CGIL.

LEGGI ANCHE: Scipione a Verona raddoppia, il bus serale diventa a chiamata in nuove zone

👉 VUOI RICEVERE OGNI SERA IL QUOTIDIANO MULTIMEDIALE VERONA DAILY?
👉 È GRATUITO!

CLICCA QUI

PER RICEVERLO VIA EMAIL O WHATSAPP
(se scegli WhatsApp ricorda di salvare il numero in rubrica)

OPPURE
👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL CANALE TELEGRAM