Scuola, Donazzan: «DDL 4+2 una riforma di cui c’era bisogno»

L’assessora regionale all’Istruzione e Formazione Elena Donazzan è intervenuta, nell’ambito di Job&Orienta, al convegno sulla sperimentazione del nuovo modello 4+2 dall’anno scolastico 2024/2025.

Elena Donazzan JOB&Orienta 2023
Elena Donazzan a JOB&Orienta 2023. Dalla pagina Facebook dell'assessora
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«Se il Veneto ha la minore dispersione scolastica e il minor numero di giovani che non cercano lavoro e non studiano (NEET) d’Italia è perché la formazione professionale, l’istruzione tecnica, i licei, gli ITS, collaborano insieme al mondo dell’economia rispondendo ai bisogni degli studenti e delle loro famiglie oltre che delle realtà produttive. Un buon risultato che ci fa guardare con ottimismo e soddisfazione alla riforma del 4+2 la cui sperimentazione partirà dal prossimo anno scolastico, coinvolgendo fino a un massimo del 30% degli istituti tecnici e professionali attivi sul territorio regionale, tra cui anche il Veneto. Il Ddl, in discussione al Senato, farà nascere in Italia la nuova “filiera formativa tecnologico-professionale”, per valorizzare e potenziare l’offerta formativa dell’istruzione tecnico e professionale in modo attrattivo e più connesso con il mondo del lavoro e della produzione». 

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Lo ha detto l’assessora all’Istruzione e Formazione Elena Donazzan intervenendo, nell’ambito di Job&Orienta al convegno promosso dal MIM sulla sperimentazione del nuovo modello 4+2 dall’anno scolastico 2024/2025. A discuterne, tra gli altri, sono stati Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione e Giovanni Brugnoli, Vicepresidente del capitale Umano di Confindustria. Rivendicando la competenza delle regioni stabilita dalla Costituzione sulla programmazione dell’offerta formativa e il dialogo proficuo instaurato nella conferenza Stato Regioni, Donazzan ha inoltre sottolineato come si tratti di una riforma di cui c’era bisogno.  

La prima caratteristica del nuovo sistema – è stato spiegato – è l’introduzione di percorsi quadriennali più due ulteriori annualità negli Its Academy (modello 4+2). «Il Veneto – ha sottolineato Donazzan – già investe nella verticalizzazione: dopo la formazione in obbligo fino al 16esimo anno con il terzo anno della qualifica c’è il quarto anno del diploma che sarà per tutto il sistema dei due ordinamenti, quello regionale e quello dello Stato. L’esigenza di proseguire nell’alta formazione specialistica è ciò che il mondo del lavoro ci chiede e questa riforma va in questa direzione».

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«La scuola – ha rimarcato Donazzan – rappresenta il più grande sistema complesso di persone con il maggiore capitale umano. Per decenni è mancato il dialogo tra il modo della scuola e delle aziende, i cui effetti negativi emergono ora con evidenza dal momento che le imprese segnalano da tempo l’impossibilità di trovare personale altamente specializzato. Migliorare il percorso formativo servirà ad accorciare i tempi di immissione dei diplomati nel mondo del lavoro, per dare le giuste risposte al territorio, alle famiglie e alle imprese. Il mercato del lavoro deve essere di prossimità, consentendo ai giovani di non essere sradicati dal territorio in cui vivono. La sperimentazione non ci spaventa, anzi costituirà uno stimolo in più. Il vero tema sarà quello economico perché al momento sono le Regioni a sostenere il costo aggiuntivo di questo percorso formativo».

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