Rivolte nelle carceri dopo gli stop alle visite per il coronavirus

Nel pomeriggio di ieri sono scoppiate rivolte in diverse carceri italiane, la più violenta a Modena, legate alle restrizioni per il coronavirus.

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La colonna di fumo alzatasi dal carcere di Modena

Nel pomeriggio di ieri sono scoppiate rivolte in diverse carceri italiane, la più violenta a Modena. Molti i detenuti coinvolti e i danni alla struttura. Alla base della rivolta la protesta dei detenuti per questioni relative alla protezione per il Coronavirus. Erano stati sospesi i colloqui con i parenti e gli avvocati.

Dal carcere di Modena si è alzato del fumo e per sedare la rivolta sono stati chiamati anche agenti liberi dal servizio e carabinieri. Sparati anche dei colpi in aria. I detenuti si sono barricati mentre il personale del carcere, una ventina di persone, fra poliziotti e sanitari, sono tutti usciti. Nelle fasi più concitate due agenti sono rimasti lievemente feriti. Davanti al carcere si sono poi schierate le forze di polizia, prima dell’irruzione che ha riportato l’ordine.

Tre detenuti sono stati ritrovati deceduti nel carcere: lo si apprende da fonti dell’amministrazione penitenziaria, secondo cui non è risultato alcun segno di lesione sui corpi. Due decessi, infatti, sarebbero riconducibili all’uso di stupefacenti. Le cause sembrano essere l’abuso di oppioidi in un caso, nell’altro di benzodiazepine. Il terzo detenuto è stato rinvenuto in uno stato cianotico di cui ancora non si conoscono le cause.

Pavia

Nella casa circondariale di Pavia Torre del Gallo i detenuti hanno preso in ostaggio due agenti di polizia penitenziaria, poi liberati. I detenuti hanno rubato le chiavi delle celle agli agenti e hanno liberato decine carcerati. Lo si è appreso dai sindacati Uilpa e Sappe, che parlano di devastazione. I due agenti di polizia penitenziaria sarebbero anche stati picchiati violentemente.

La rivolta è iniziata verso le 19.30-20 ed è nata, come a Modena, per il divieto delle visite dei parenti a causa delle norme di contenimento del coronavirus. I detenuti vorrebbero ottenere misure alternative speciali.

Dal carcere di San Vittore e Opera sono stati mandati agenti di rinforzo per sedare la sommossa dei circa 400 detenuti. Uno dei due agenti sarebbe stato liberato dagli stessi carcerati, il secondo a seguito di un intervento della polizia penitenziaria. Secondo le prime notizie trapelate, uno dei due agenti sarebbe il comandante della polizia penitenziaria del carcere di Pavia.

Prato

Polizia e carabinieri hanno cinturato la zona del penitenziario mentre un elicottero ha sorvolato a bassa quota la struttura. Celle sono state messe a fuoco. Dall’esterno si sentono le grida “indulto” e “libertà”. La protesta è cominciata in mattinata, in una sezione. Quando sembrava circoscritta, invece è ripartita e si è estesa ad altre aree della struttura. Verso le 14 sarebbe iniziata una trattativa cui partecipano dirigenti della polizia penitenziaria e della polizia di Stato, e reclusi che protestano. L’obiettivo è di farli rientrare, intanto, nelle celle.

Foggia

I detenuti hanno divelto un cancello della ‘block house’, la zona che li separa dalla strada. Molti detenuti si stanno arrampicando sui cancelli del perimetro del carcere. Sul posto polizia, carabinieri e militari dell’esercito. A quanto si apprende, i detenuti sono in rivolta contro le restrizioni ai colloqui con i parenti imposte per l’emergenza Coronavirus. All’esterno dell’istituto ci sono i parenti di alcuni di loro. I detenuti urlano “indulto, indulto”.

Altre carceri

Rivolte simili, per gli stessi motivi, si sono registrate in tutta Italia: Salerno e Frosinone fra le prime, poi anche a Napoli, Alessandria, Vercelli e Palermo.