Coronavirus, scioperi nelle fabbriche

Proteste e scioperi nelle fabbriche del Nord Italia. Gli operai accusano i proprietari di non divulgare informazioni circa il contagio di alcuni dipendenti.

Scioperi nelle fabbriche al Nord dopo il nuovo Dpcm sul coronavirus che tuttavia non obbliga la chiusura di molte attività produttive. Nelle provincie di Asti, Vercelli e Cuneo sono in corso scioperi nelle fabbriche con adesioni altissime, fa sapere la Fiom Cgil del Piemonte, che si riferisce a Mtm, Ikk, Dierre, Trivium. Stop anche nel Bresciano.

«Nelle fabbriche si stanno determinando confusione e panico anche perché si registrano i primi casi di contagio che, in alcuni casi, non vengono resi pubblici dalle aziende» dice la segretaria generale della Fiom Cgil Piemonte De Martino. Sciopero di 8 ore nello stabilimento Fincantieri del Muggiano (La Spezia) dove i dipendenti diretti e dell’indotto hanno incrociato le braccia dopo che ieri è arrivata la conferma del contagio da coronavirus per un lavoratore. L’uomo era ricoverato da 13 giorni e ora è in terapia intensiva all’ospedale spezzino Sant’Andrea, i colleghi con cui è entrato in contatto sono in ‘quarantena’. 

Scioperi si sono registrati anche nello stabilimento Fincantieri di Marghera. «L’azienda sta facendo di tutto – dice un operaio italiano che tiene addosso anche le protezioni da lavoro – hanno messo anche la security a controllare che tutti rispettino le regole ma è impossibile». (Ansa)