Coldiretti, preoccupazione per il brusco calo di temperature

La pioggia è attesa in questi giorni nelle campagne per combattere il rischio siccità, in un 2020 segnato fino ad ora dal -80% precipitazioni e una temperatura superiore di 1,87 gradi la media storica secondo le elaborazioni su dati Ispra relativi al mese di gennaio 2020. In riferimento tuttavia all’arrivo del maltempo, con la caduta…

La pioggia è attesa in questi giorni nelle campagne per combattere il rischio siccità, in un 2020 segnato fino ad ora dal -80% precipitazioni e una temperatura superiore di 1,87 gradi la media storica secondo le elaborazioni su dati Ispra relativi al mese di gennaio 2020. In riferimento tuttavia all’arrivo del maltempo, con la caduta di neve previsto dalla protezione civile in diverse regioni, Coldiretti ha espresso alcune preoccupazioni.

«La neve e la pioggia sono importanti per creare riserve idriche, ma le precipitazioni – spiega Coldiretti – per portare benefici devono cadere in modo costante e durare nel tempo. I forti temporali invece, se intensi, rischiano di provocare danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti».

«A preoccupare – continua la Coldiretti – è il brusco abbassamento delle temperature che rischia di compromettere le fioriture dei frutteti anticipate in tutta Italia dal clima anomalo, con la perdita dei raccolti estivi».

«In pericolo anche 50 miliardi di api – sottolinea Coldiretti – presenti sul territorio nazionale, ingannate dalla finta primavera e uscite dagli alveari per ricominciare il loro prezioso lavoro di bottinatura ed impollinazione. Rischiano ora, con il ritorno del freddo, di morire, dopo una delle peggiori annate per la produzione di miele in Italia e si teme anche che gelino i fiori stessi».

«Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – continua Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo».

«Sbalzi termici significativi – conclude Coldiretti – che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne».

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