Assalto Usa, alcune voci veronesi. Comecini in controtendenza

All'indomani di quello che è successo negli Stati Uniti, si alza anche da Verona un coro di voci unanimi. Controcorrente rispetto ai più è l'onorevole Vito Comencini.

Vito Comencini alla Camera dei Deputati

Solidarietà e partecipazione anche da Verona per quello che è accaduto a Capitol Hill, sede del Congresso americano, nella giornata di ieri (in Italia era tarda serata). Alcune voci della politica veronese si sono alzate attraverso i social per commentare i fatti di Washington. Ne leggiamo alcune.

Compatto il Partito Democratico

Gianni Dal Moro – Deputato

Quanto sta succedendo è purtroppo la punta dell’iceberg di una crisi della democrazia moderna. Riflettiamo!

Alessia Rotta – Deputata

I manifestanti fascisti e armati pro Trump, dopo essere stati aizzati dal loro leader, hanno assaltato Capitol Hill, bloccando la proclamazione del Presidente Joe Biden. Questo è un tentativo di golpe fomentato dal clima tossico, delirante e violento creato da un uomo allo sbando. La polizia ha detto ai membri del congresso di indossare mascherina anti gas. Kamala Harris è stata portata in un luogo sicuro. Sono stati sparati colpi di pistola all’interno del Campidoglio e una donna è in condizioni critiche dopo essere stata colpita. Il Pentagono nelle mani dei lealisti trumpiani rifiuta di dispiegare la Guardia Nazionale. Agenti dell’FBI armati dentro al Congresso. Sta accadendo un dramma. Trump probabilmente andrebbe sollevato immediatamente. In questi ultimi 15 giorni potrebbe favorire scenari ancora più drammatici. Sia chiaro. La vergogna di quel che sta succedendo a Washington è precisa responsabilità dell’uomo che da molti mesi, con l’imperdonabile complicità del Gop, sta avvelenando e delegittimando con le peggiori menzogne la democrazia americana.

Diego Zardini – Deputato

Sarò diretto. Trump andrebbe arrestato e processato per golpe. Punto.

Anna Maria Bigon – Consigliera regionale

Dopo aver visto respinti tutti i suoi ricorsi sui fantomatici brogli, dopo aver perso anche la sfida per il Senato in Georgia, il Presidente Trump ha scagliato i suoi fans contro il Campidoglio. Proprio così, un Presidente degli Stati Uniti ha invitato i suoi sostenitori ad attaccare uno dei più grandi simboli della democrazia nel mondo. Lo ha fatto con un comizio, urlando accuse scomposte e deliranti, con l’unico obiettivo di forzare la situazione. Un deliberato attacco alla democrazia, con i manifestanti che hanno fatto irruzione nel Campidoglio, costringendo all’evacuazione del Vicepresidente Pence, il quale si è rifiutato di cedere alle pressioni per interrompere le procedure per ratificare la vittoria di Biden. Azione destinata a finire nel nulla con un tragicomico dietrofront su Twitter. È oggi più urgente che mai che il Partito Repubblicano prenda le distanze da Trump, onorando la sua storia e figure come quella di John McCain, che tanto si era opposto alla candidatura di Trump. È possibile una destra seria, rispettosa delle istituzioni, che la smetta di parlare solo alla pancia e alla frustrazione delle persone, ma che fornisca le proprie soluzioni e la propria visione del futuro. La democrazia non è un dato acquisito. MAI. Che questo evento sia un monito per i sovranisti nostrani che tanto facilmente si riempiono la bocca di espressioni come “abuso di potere”, “colpo di stato”, “attentato alla costituzione”, ma che si dimostrano cauti a condannare Trump solo perché della stessa fazione politica. Un altro giorno sorgerà dopo Trump. Le macerie rimarranno, per un po’ soltanto.

Controcorrente la posizione di Vito Comencini

Mao Valpiana – Presidente del Movimento Nonviolento

Bene. Questa è la fine politica di Trump, che ha rotto con il Partito Repubblicano e con le istituzioni democratiche. Da oggi è solo il capo delle bande armate fasciste. Non è stato un tentativo di golpe, ma la messa in scena da parte di un “bivacco di manipoli che volevano sprangare il Parlamento”. Robaccia da degrado culturale. Il vero problema è costituito dalla metà degli americani che hanno votato Trump, senza capire cosa stavano facendo. Gli USA non sono “la più grande democrazia al mondo”, come continuano a ripetere i giornalisti nostrani. Le più grandi democrazie al mondo sono quella tedesca, quella inglese, quella francese e persino quella italiana, perchè hanno saputo resistere e rinascere dall’inferno nazista. Questa prova di forza renderà più autorevole la presidenza Biden.