Un convegno in Gran Guardia per parlare di Comunità energetiche e ambiente

Comune e Provincia si preparano alla transizione con il supporto dei professionisti. Nella serata organizzata dall'Ordine degli Ingegneri di Verona si è parlato di comunità energetiche, ambiente e condomini.

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Tassello fondamentale per l’energia pulita, le comunità energetiche svolgono un ruolo fondamentale anche nella coesione sociale e nell’abbattimento delle bollette. Se ne è parlato il 13 aprile nel convegno organizzato in Gran Guardia dall’Ordine degli Ingegneri di Verona dal titolo “Energia e progettazione, le nuove sfide”.

«Entro settembre avremo un piano sulla transizione energetica – ha annunciato l’assessore all’ambiente Tommaso Ferrari in apertura dell’evento. – In esso saranno contemplate anche le comunità energetiche, per le quali siamo in attesa dei piani attuativi. Intanto procedono le analisi dei tetti disponibili e dal punto di vista urbanistico per l’installazione degli impianti».

Le amministrazioni scaligere coinvolte sono molte, e per questo la Provincia sta scendendo in campo. «Stiamo definendo un tavolo istituzionale che coinvolga l’Ordine degli Ingegneri e altri professionisti in modo da poter dare informazioni e risposte ai vari amministratori comunali del territorio su come portare avanti la sfida energetica per il futuro», ha dichiarato il presidente della ProvinciaFlavio Pasini.

La giornata, organizzata con il contributo di Gambino Editore, è stata introdotta dal presidente dell’Ordine, Matteo Limoni: «Abbiamo voluto trattare sia gli aspetti normativi che le problematiche urbanistiche ambientali nell’introduzione degli impianti – ha detto. – L’evento anticipa anche la fiera del condominio che si svolge a fine ottobre. Quello delle comunità energetiche è infatti un tema caldo per chi vive nei condomini!».

Su questo aspetto ha fatto il punto l’ingegner Alessandro Pisanu, coordinatore della commissione per il condominio all’interno dell’Ordine. «Il ruolo delle condominio all’interno delle comunità energetiche – ha evidenziato – è quello di un soggetto, senza personalità fisica e giuridica, da conoscere, capire e interpretare per il contributo, spesso ritenuto indispensabile, alla definizione del progetto e al buon esito delle comunità stesse».

«Il territorio della provincia di Verona è molto sensibile ai temi dell’innovazione e della sostenibilità basti pensare che rappresenta il 15,5% degli impianti fotovoltaici a livello regionale e il 2,2% degli impianti a livello nazionale -, ha fatto notare Federico Della Puppa, coordinatore del centro studi YouTrade. – Questo è un ottimo punto di partenza per sviluppare e promuovere le nuove comunità energetiche rinnovabili che rappresentano il futuro sull’autoproduzione e l’autoconsumo di energia elettrica per una realtà più sostenibile».

Per farlo, però, serve anche un cambio di rotta dal punto di vista amministrativo. «Spesso i piani urbanistici esistenti non hanno integrato al loro interno il tema dell’energia, che viene delegato a valutazioni specifiche -, ha precisato Elena Mazzola del dipartimento di Ingegneria Civile, edile e ambientale all’università di Padova. – Nei comuni, ad esempio, la parte energetica è stata affidata ai PAES (Piani di adozione per l’energia sostenibile) che, seppur adottati da quasi il 90% dei municipi della nostra regione, hanno visto poca attualizzazione effettiva. La speranza è quella che i piani futuri vengano implementati sul tema energetico, che appartiene a tematiche differenti, dal paesaggio all’ambiente, dal residenziale all’industriale, dal pubblico al privato».

Chiara Martinelli, presidente di Legambiente Verona, ci ha tenuto inoltre a precisare che le comunità energetiche possono apportare un contributo significativo ai territori anche a livello solidaristico, specie nelle aree più fragili socialmente. «Nei quartieri densamente popolati e i piccoli borghi a rischio spopolamento, si tratta di un’opportunità da investire per la crescita e il benessere delle comunità locali -, ha affermato. – Attraverso le Comunità e secondo le finalità statutarie che si vorranno adottare di caso in caso, sarà possibile per esempio investire su progetti locali, distribuire i ricavi destinandoli ai cittadini più bisognosi e in povertà energetica, o semplicemente reinvestire nell’ampliamento della Comunità stesse a beneficio della collettività. Siamo di fronte a un nuovo modo di pensare le comunità partendo dall’energia per fare coesione territoriale».