L’impegno del Veneto per le comunità energetiche
Durante il convegno Padova Sostenibile, il professore Arturo Lorenzoni ha illustrato le potenzialità della sostenibilità in un territorio come il Veneto.
«C’è una minaccia dal punto di vista climatico che non possiamo declassare a “catastrofismo”. Questo ha portato l’Europa a darsi degli obiettivi di riduzione, il nostro – al 2030 – è di ridurre del 55% le emissioni di gas serra. Abbiamo solo otto anni per quest’obiettivo molto impegnativo. Il messaggio che voglio dare è che fare questo cambiamento, dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, costa meno. Non è semplice: stiamo parlando di modificare il paradigma di investimento nell’industria più capitalizzata al mondo, dopo le armi e la sanità. L’obiettivo è sfidante, ma credo ne valga la pena, soprattutto per i territori dove abitiamo».
Le previsioni per il Veneto
«Nel Veneto abbiamo installato nel 2021 200 megaWatt, portando la potenza totale installata a 2.200 MW. Se vogliamo raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati per il 2030, dovremmo installare almeno 1.300 MW l’anno, vale a dire quindi moltiplicare per sei gli investimenti fatti lo scorso anno. Quest’anno stiamo facendo un po’ di più, ma questa prospettiva rende l’idea dell’impegno che richiede questo cambiamento».
Le opportunità delle comunità energetiche
«Le comunità di energia rinnovabile sono la concretizzazione di queste nuove condizioni economiche che fanno sì che ogni consumatore possa essere protagonista e produttore dell’energia, e possa guadagnare dal fatto di consumare solo quando conviene. A livello internazionale si è puntato su queste comunità energetiche e questo dimostra la loro importanza».
I riferimenti normativi
«Il punto fermo delle norme è sicuramente la direttiva europea 2018/2001 che riconosce il ruolo attivo a questi aggregatori. A livello nazionale è stato recepito con la legge numero 8 del 2020 e successivamente con il decreto legislativo 199 del 2021. L’autorità di regolazione ha recepito queste normative e sta recependo i contenuti di quest’ultimo decreto. Questo fa sì che le comunità energetiche, ad oggi, siano ancora una realtà un po’ eterea, purtroppo. Occorre dare maggiore concretezza a questo grande strumento».
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