Veneto Sostenibile: ieri a Padova il secondo focus sulle Comunità Energetiche

Incontro partecipato quello di ieri sera nella sede dell’Ordine degli Architetti di Padova dedicato alla sostenibilità. I consiglieri regionali Arturo Lorenzoni e Stefano Valdegamberi, con imprenditori e associazioni di categoria hanno illustrato il modello delle comunità energetiche come soluzione al caro energia.

Si è svolto ieri sera nella sede dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Padova, in Piazza Salvemini 20, il convegno dal titolo “Padova Sostenibile”, il secondo di tre appuntamenti della rassegna “Veneto sostenibile” voluta dal Gruppo Consiliare Misto del Consiglio Regionale Veneto, e organizzata in collaborazione con Verona Network. Il terzo e ultimo appuntamento sarà il 25 novembre a Portogruaro, in provincia di Venezia.

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L’evento di venerdì 11 novembre, dal titolo “Padova sostenibile”, è stato patrocinato dallo stesso Ordine degli Architetti e ha visto i saluti iniziali del presidente Roberto Righetto, il quale ha sottolineato come ci sia una duplice necessità pensando alla progettazione del futuro, da una parte integrare soluzioni e strumenti necessari per raggiungere una sostenibilità economica, in particolare energetica, ad esempio con l’installazione di pannelli fotovoltaici, e dall’altra rispettando anche l’estetica e la bellezza del paesaggio architettonico.

Il tavolo dei relatori

Il consigliere regionale e docente di Economia dell’Energia all’Università di Padova Arturo Lorenzoni ha illustrato poi nel dettaglio la normativa regionale sulle comunità energetiche (L.R. n.16 del 5 luglio 2022) che deriva da una normativa nazionale e che «con orgoglio è stata votata all’unanimità dal Consiglio regionale con lo scopo di avviare delle azioni di promozione del modello basato sulle comunità energetiche».

«Si tratta di un modello interessante che può essere realizzato, ad esempio, in un condominio, oppure con un’aggregazione di soggetti che possono spaziare dal pubblico al privato, rientranti in un territorio ben definito e delimitato. – ha spiegato ancora Lorenzoni – Gli incentivi previsti per il megawattora sia nel caso A (110 euro) che ne caso B (100 euro) sono buoni e vanno a calmierare il costo dell’energia che in questo momento, come sappiamo, è il problema principale per famiglie e imprese. Per realizzare una comunità energetica però, tra accordi tra le parti, realizzazione di un impianto (per lo più si parla di fotovoltaico) e attivazione, potrebbero servire dai sei agli otto mesi, e ricordiamoci che a livello nazionale mancano ancora i decreti attuativi».

Si è passati poi a Riccardo Tessari, vicepresidente della Cooperativa WeForGreen Sharing, il quale ha ricordato come già da 11 anni esista un modello di comunità energetica a Verona, con riferimento alla Cooperativa fotovoltaica Energyland di Lugo di Grezzana. «Abbiamo avuto quell’intuizione in tempi non sospetti, dando la possibilità a tutta una serie di persone che per una serie di motivi non avevano la possibilità di installarsi i pannelli fotovoltaici sul tetto di casa, di acquistare delle quote di un impianto e di beneficiare dei benefici previsti dalla legge. Quel modello è cresciuto, si è consolidato e proprio in queste settimane, dopo che negli anni ne sono nate altre di comunità energetiche, ne abbiamo fatta partire un’altra viste le numerose richieste, dal nome “Centenario Lucense”, in cui ci impegniamo a raccogliere 700 mila euro (il 60% già raccolto) e a dar vita nel Comune di Grezzana a una nuova cooperativa energetica che darà benefici ai soci, alle famiglie, che aderiranno al progetto».

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Maurizio Ebano, responsabile rapporti esterni di Lavoro Artigiano Casartigiani, ha sottolineato come ci sia la necessità anche da parte delle micro e piccole imprese artigiane che intendessero partecipare a progetti di comunità energetiche, di avere un punto di riferimento chiaro e che questo potrebbe essere rappresentato dai comuni: «I municipi dovrebbero avere un ruolo di regia nel creare comunità energetiche sul territorio. Ne derivano benefici economici e sociali e in questo momento storico bisogna avere coraggio nell’affrontare delle sfide che permettano il cambiamento. È un passaggio necessario perché molte imprese artigiane, espressione per lo più di nuclei famigliari, sono in gran sofferenza e hanno bisogno di risposte in tempi brevi».

La partecipata sala dell’Ordine degli Architetti di Padova

Gianluca Benelli, direttore Area Nord Est PA & BtoT Engie Servizi Spa, gruppo leader della decarbonizzazione e dell’efficienza energetica per pubbliche amministrazioni, aziende e privati cittadini, ha sottolineato la necessità di attivare dei cosiddetti “PPP”, percorsi di Partenariato Pubblio Privato attraverso la partecipazione attiva del settore, appunto, privato in tutte le fasi della realizzazione dell’infrastruttura e dell’erogazione dei servizi legati a una comunità energetica: «Un’amministrazione locale, specie se di piccola o media dimensione, non ha la forza economica o le risorse per dar vita a progetti di questo tipo, ecco che l’apporto di capitale privato può portare a un punto di equilibrio per raggiungere l’obiettivo».

Ulisse Bonini dell’Ufficio Sviluppo e Orientamento Crediti Banca Etica Spa, ha ricordato l’importanza della leva finanziaria e l’impegno dell’istituto bancario che rappresenta specie se finalizzato a progetti che si ispirano a valori etici e riconducibili a un concetto di sostenibilità, sia economica che ambientale e sociale.

Infine,il consigliere Stefano Valdegamberi, dopo aver ricordato l’esperienza pionieristica di quando era sindaco di Badia Calavena, con la realizzazione del primo parco eolico del Veneto, ha concluso spiegando le motivazioni che hanno spinto il Gruppo misto della Regione Veneto a promuovere queste tre serate: «Imprese e famiglie stanno pagando un prezzo dovuto al caro energia che in alcuni casi sta diventando insostenibile. – ha chiosato – A livello nazionale esiste una normativa che finalmente favorisce la nascita di comunità energetiche e che può essere recepita anche a livello locale. Con la Regione del Veneto è ciò che stiamo facendo, ovvero incentivando questo modello e le tre serate che abbiamo organizzato vanno proprio in questa direzione. La prossima sarà a Portogruaro, in provincia di Venezia».

Il Consigliere Regionale Stefano Valdegamberi

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