“L’Olimpiade” di Vivaldi debutta a Verona tra barocco e spirito olimpico

Data

23, 25, 27 febbraio e 1 marzo 2026

Luogo

Teatro Ristori (VR)

Dal 23 febbraio all’1 marzo il Fondazione Arena di Verona porta per la prima volta in epoca moderna a Verona “L’Olimpiade” di Antonio Vivaldi al Teatro Ristori, nell’allestimento firmato da Emmanuel Daumas.

Musica e sport si incontrano al Teatro Ristori con la prima rappresentazione veronese in tempi moderni de L’Olimpiade di Vivaldi, opera in tre atti su libretto di Metastasio, poeta massimo del Settecento. Dal 23 febbraio all’1 marzo l’Orchestra di Fondazione Arena di Verona si cimenta con la prassi storicamente informata dell’esperto maestro Giulio Prandi e un cast di interpreti apprezzati a livello internazionale specialmente nel repertorio barocco, molti dei quali al debutto veronese: Lo Monaco, Balducci, Castellano, Senn, Mazzucato, Labin, Lorenzi. Sullo sfondo degli antichi giochi olimpici, si dipana un intreccio ricco di colpi di scena: scambi di persona, misteri, sfide, amori nascosti, figli ritrovati, tra tempeste e malìe della musica di Vivaldi. Lo spettacolo parigino di Emmanuel Daumas unisce gioco teatrale, competizione sportiva e classicità. Dopo la prima di lunedì 23 febbraio alle 19, repliche mercoledì 25 alle 19, venerdì 27 alle 20, domenica 1 marzo alle 15.30.

Olimpiade Vivaldi

La messa in scena dell’opera, così come l’incontro di approfondimento, l’anteprima per le scuole e la proiezione del film sono inseriti nell’Olimpiade culturale Milano Cortina 2026. Fondazione Arena di Verona ha voluto dare il proprio contributo al programma di eventi artistici che si tengono in queste settimane di grande sport. E, nei giorni in cui l’Arena e il Filarmonico sono coinvolti nelle cerimonie di chiusura dei Giochi Olimpici invernali e di apertura dei Giochi Paralimpici, porta al Ristori un’attesa prima volta. Scritta per Venezia nel 1734 e dimenticata per oltre duecento anni, L’Olimpiade di Vivaldi va in scena nell’avvincente allestimento parigino del Théâtre des Champs Elysées, che abbraccia il mondo classico, il barocco e lo sport vero e proprio, con un tocco pop. Virtuosismi, tormenti, scambi di persona e colpi di scena risuonano in una Grecia arcadica ideale, tra imperiosi sovrani, donne coraggiose e valorosi atleti. Lunedì 23 febbraio, alle 19, si alza il sipario su una perla da riscoprire. Per evitare la concomitanza con gli eventi olimpici, la prima recita slitta di una giornata.

E così il fascino misterioso dell’opera del Settecento rivive sullo spartito e in scena, grazie all’usanza storica di affidare ruoli maschili anche a voci femminili o, all’epoca, evirati cantori – acclamate stelle dell’epoca ma anche vittime di una pratica presto abbandonata. Dopo decenni di riscoperta del repertorio barocco, oggi sono molti i sopranisti e i contraltisti che possono coniugare tecnica agguerrita ed interpretazione raffinata, rivaleggiando con le colleghe in scena. Così, a Verona la principessa Aristea sarà interpreta da Loriana Castellano e l‘amato Megacle da Nicolò Balducci, entrambi al debutto con Fondazione Arena, come Benedetta Mazzucato nei panni di Argene. Atteso ritorno a Verona invece per Josè Maria Lo Monaco quale Licida e Christian Senn come Clistene. Completano il cast Ana Maria Labin quale Aminta e Roberto Lorenzi come Alcandro. Passioni e tumulti interiori esplodono in orchestra grazie alla forza della musica di Vivaldi: l’Orchestra di Fondazione Arena sarà diretta da Giulio Prandi, già sul podio veronese per opere del Settecento tra cui l’atteso revival dell’Orlando furioso vivaldiano. Le sfide dello spettacolo di Emmanuel Daumas riguardano anche i complessi tecnici areniani, con le scene di Alban Ho Van, i costumi di Marie La Rocca, le luci di Bruno Marsol e le coreografie di Raphaelle Delaunay per mimi e cantanti, in un omaggio allo sport in tutte le sue forme.

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