Zaia conferma l’interesse di Marchi per l’acquisto delle testate Gedi

Questa mattina il Presidente della Regione Veneto ha incontrato una delegazione del cdr dei quotidiani veneti coinvolti dalla cessione. Zaia ha confermato il coinvolgimento diretto di Enrico Marchi, patron di Finint.

Incontro a Venezia tra il cdr e Zaia
Incontro a Venezia tra il cdr e Zaia

«Marchi mi ha chiesto un incontro tre settimane fa e mi ha informato che c’era l’interesse da parte di un gruppo di imprenditori veneti e friulani di acquistare le testate Gedi. I nomi che mi ha fatto sono di aziende affidabili. Sinceramente non pensavo che la trattiva fosse così avanzata». Nell’incontro di lunedì 27 febbraio, con una delegazione del cdr dei quotidiani veneti coinvolti dalla cessione, accompagnata dai vertici del Sindacato giornalisti Veneto e dell’Ordine dei giornalisti del Veneto, il presidente della Regione, Luca Zaia, ha confermato il coinvolgimento diretto di Enrico Marchi, patron di Finint.

Il cdr ha ribadito la preoccupazione per le notizie che si stanno rincorrendo, in assenza di chiarezza da parte dell’attuale proprietà Exor, cassaforte della famiglia Agnelli.
In ballo c’è il futuro di 66 redattori, 200 collaboratori giornalisti e una decina di poligrafici che ogni giorno mandando in edicola da mezzo secolo Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia, La Tribuna di Treviso e Il Corriere delle Alpi

«Un patrimonio di professionalità e un presidio democratico dei territori» ha riconosciuto Zaia, aggiungendo: «Seguo da vicino l’evolversi della vicenda. Questa è casa vostra, se c’è da gestire un contenzioso o avete bisogno di un luogo sano e familiare e di tutela noi ci siamo. Da presidente della Regione non tifo per nessuno ma auspico un esito positivo che dia una prospettiva solida dal punto di vista occupazionale e della continuità editoriale per garantire la copertura informativa della nostra realtà».

Alla preoccupazione del cdr Zaia ha risposto: «C’è un tema di democrazia da tener presente. Quando parliamo di informazione parliamo di dialogo con il popolo, di rapporto delle istituzioni con il cittadino, di informazione reale e validata. Noi siamo qui a difendere questo principio per me fondamentale: la democrazia necessita del giornalismo». 
Il cdr, ringraziando Zaia per la disponibilità e la vicinanza espresse sin dalla prima ora, si rivolge alla proprietà ormai votata a un disinvolto disimpegno dal settore: «Ora Gedi deve dirci cosa intende fare». 

Domani, martedì 28 febbraio, il sottosegretario con delega all’Editoria, Alberto Barachini, incontrerà a Roma il coordinamento dei cdr dell’intero Gruppo Gedi che comprende oltre ai giornali del Nordest, la Repubblica, la Stampa, il Secolo XIX e altre testate locali, radio e siti.