Vesentini: «Qualcuno da Roma ci dice cosa dobbiamo fare?»

Il portavoce dei ristoranti tipici di Verona, Simone Vesentini, si sfoga su Facebook a nome dell'intera categoria per i continui slittamenti dell'entrata in vigore del DPCM e dei provvedimenti ad esso associati.

Simone Vesentini

«Alle ore 17.57 ancora non sappiamo in che zona di colore è il Veneto. Navighiamo a vista dietro un vetro oscurato. Dunque non sappiamo se domani potremmo riaprire bar, ristoranti, pasticcerie, attività alimentari in genere (e non solo). Nella vita pratica, reale, non sappiamo cosa dire ai nostri collaboratori (sì, sempre quelli a cui la CIG non è arrivata più da agosto)». Si sfoga così su Facebook Simone Vesentini, portavoce dei ristoranti tipici di Verona, che sembra riassumere il pensiero di un’intera categoria che si trova spiazzata di fronte al continuo slittamento dei provvedimenti governativi per contenere l’emergenza coronavirus.

Nel frattempo è arrivata la notizia che il nuovo DPCM dovrebbe entrare in vigore venerdì 6 novembre, ma la sostanza non cambia.

Vesentini prosegue: «Cosa fare con gli ordini (amici fornitori e relative famiglie con la corda al collo), con le scorte per il weekend, e cosa fare con tutto il materiale alimentare già aperto? Allora mi chiedo: qualcuno da Roma vuole scendere sulla Terra e dirci cosa fare? Ps. No, aiuti e ristori non ne sono arrivati, tranquilli».