Veronamercato, prosegue (in sicurezza) l’attività distributiva

La società consortile presieduta da Andrea Sardelli fa sapere che il lavoro del centro agroalimentare scaligero prosegue Veronamercato nonostante l'emergenza Covid-19 e seguendo tutte le precauzioni imposte dai decreti ministeriali.

Anche Veronamercato, la società di gestione del Centro agroalimentare all’ingrosso di interesse nazionale di Verona si trova ad operare in piena emergenza Coronavirus. Nonostante le limitazioni imposte anche dall’ultimo DPCM dell’11 marzo, il centro logistico sta funzionando regolarmente come conferma il presidente Andrea Sardelli: «Da sempre il mercato svolge due funzioni fondamentali: la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli ed ittici e la corretta informazione sui prezzi all’ingrosso e sulle quantità in transito. La funzione distributiva, in particolare, è definita servizio pubblico essenziale e il mercato sta operando come sempre per garantire ai cittadini rifornimenti costanti di ortofrutta e pesce alimentando Grande Distribuzione, negozi di frutta e verdura e grossisti che operano in provincia, fuori provincia e all’estero. Pure le informazioni sui prezzi vengono assicurate normalmente. I prezzi dei prodotti ortofrutticoli, in generale, si mantengono in linea con i valori di stagione anche se non si escludono in futuro rialzi per alcune tipologie che potrebbero risentire di un calo di offerta».

Il presidente di Verona Mercato Andrea Sardelli e il direttore Paolo Merci
Il presidente di Verona Mercato Andrea Sardelli e il direttore Paolo Merci

Il direttore Paolo Merci evidenzia come vada tuttavia tenuto ben presente l’aspetto sicurezza: «operare in condizioni di emergenza sotto la costante minaccia che l’epidemia in corso possa far breccia anche all’interno della struttura mercatale richiede grande impegno da parte di tutti gli utenti al rispetto delle norme. Così la Società, sentita anche l’Azienda ULSS 9 di Verona, da subito si è attivata con circolari, locandine affisse in mercato ed annunci altoparlante, per richiamare le disposizioni contenute nei DPCM pubblicati dal Governo e, in aggiunta, utilizzando tutti i mezzi possibili di diffusione delle informazioni (tra cui le chat via smartphone) a tutte le categorie di utenti del mercato: operatori alle vendite, operatori agli acquisti, operatori di servizi, istituzioni».

Prevenzione prima di tutto, visto che il settore, proprio per il servizio pubblico essenziale che è tenuto a svolgere, non può permettersi la chiusura nemmeno parziale dell’attività. E’ ovvio, infatti, che una contrazione degli orari o una riduzione delle giornate lavorative comporterebbe una maggiore concentrazione degli utenti, atteggiamento che diventerebbe non compatibile con le raccomandazioni di evitare gli affollamenti.

E’ emergenza nell’approvvigionamento dei Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.), mascherine e guanti sono utili e necessari per chi opera in condizioni dove è difficile mantenere la distanza interpersonale di un metro; Veronamercato ha dotato per tempo il personale di quanto necessario, ma è ben noto il problema a livello locale e nazionale, al punto che è stata inviata una richiesta alla protezione per ottenere mascherine e guanti monouso».

«Si è dovuto anche fare i conti con la disinformazione – prosegue Sardelli – al punto che è intervenuta Italmercati, la Rete nazionale dei Mercati, con la realizzazione di strumenti di informazione specifici, tra cui un video, per evidenziare che il virus non si trasmette con il cibo; frutta verdura e pesce rafforzano il sistema immunitario e consumando prodotti di stagione si favorisce l’assunzione di vitamine».

Andrea Sardelli presidente Veronamercato
Il Presidente di Veronamercato Andrea Sardelli

«Grazie all’operato di tutti gli addetti ai lavori – aggiunge Merci – l’attività del Mercato si è mantenuta nel complesso, sui livelli standard del periodo sia per i rifornimenti che per le vendite, tuttavia con differenze sostanziali tra le diverse tipologie di acquirenti: la GDO e i negozi di frutta e verdura hanno aumentato i volumi di acquisto, mentre, purtroppo, soffrono gli ambulanti per la chiusura dei mercati rionali e quelle imprese che operano nelle forniture alle mense scolastiche e nel settore Ho.Re.Ca. a causa del crollo del turismo, al punto che anche gli acquirenti dell’Alto Adige, storicamente importanti per il mercato scaligero, da una decina di giorni hanno drasticamente ridotto i volumi di acquisto».

Nei prossimi giorni, tuttavia, si prevedono difficoltà per gli interscambi di prodotto da e per l’estero a causa dei problemi logistici connesse alla chiusura di infrastrutture importanti (come gli aeroporti), alle limitazioni ai confini tra i vari Stati, ai timori da parte degli autisti stranieri di recarsi in Italia.

Una nota positiva sta nel ruolo dei mercati all’ingrosso italiani, che a livello comunitario sono diventati un modello da seguire e vero strumento strategico di democrazia economica, dal momento che assicurano il servizio a tutte le categorie imprenditoriali del settore: dal grande supermercato al piccolo negozio di periferia.