Venetex, scambi commerciali aumentati del 40%

L’Ad Franco Contu: «Il circuito garantisce un vantaggio competitivo che rende le pmi più sane e stabili, ed è una garanzia per una ripresa più veloce».

Giampietro_Trabuio
Giampietro Trabuio

I dati consuntivi del primo quadrimestre del 2020 parlano chiaro: il circuito della moneta complementare Venetex (circa 800 pm aderenti in tutto il Veneto) ha saputo mettersi al fianco delle piccole e medie imprese, intuendo le difficoltà cui sarebbero andate incontro sia prima che dopo il lockdown, e intercettando i timori e le richieste dei piccoli e medi imprenditori. 

Il primo quadrimestre 2020 il circuito ha registrato +40% di scambi rispetto all’egual periodo del 2019, che già aveva registrato un volume di rapporti commerciali pari a 5 milioni di euro.

In particolare, nel primo quadrimestre 2020 il valore del transato è stato di 1.666.561,24 VTX, mentre nel primo quadrimestre 2019 il valore del transato si era attestato sui1.294.175,40 VTX. In questo periodo di forte crisi il circuito può quindi vantare un aumento di transazioni rispetto all’egual periodo dello stesso anno di 372.385,84 VTX.

Se nel primo quadrimestre del 2019 gli scambi erano stati 1431, nel primo quadrimestre del 2020, in pieno Coronaviurus, sono stati 1957. Si tratta quindi di 526 accordi commerciali (“strette di mano”, come si dice in circuito) in più rispetto all’anno scorso, il tutto mentre gli scambi tradizionali si sono ritrovati al palo per colpa della crisi. Negli ultimi mesi sono inoltre aumentati del 300% i contatti sui social finalizzati a richiedere informazioni sul funzionamento del circuito, in molti casi alla richiesta di informazioni è seguita l’adesione e l’avvio di una nuova esperienza in Venetex. 

Chi usa i Venetex?

Quattro le categorie merceologiche più attive in questi ultimi 3 mesi: alimentari 26,15%; utenze 23,39%; forniture generali per l’azienda 10,55%; commercio all’ingrosso 7,68%; Ho.Re.Ca(ristorazione, accoglienza e catering) 5,96%. Dalla nascita di Venetex nel 2016 ad oggi il Transato si è attestato sui 11.300.955,80 € numero transazioni complessivo: 16.560.

Non è finita qui, perché in virtù della legge regionale n. 27 del 16 luglio 2019 il circuito Venetex è in contatto con le amministrazioni pubbliche per sostenere le realtà dell’economia locale e le fasce deboli della popolazione. Inoltre il circuito in questi mesi ha messo a disposizione degli imprenditori condizioni favorevoli per le nuove adesioni (pagamento di accesso dilazionato, linea di credito aggiuntiva e agevolazioni al credito tradizionale con Banca Etica), e ha lanciato tra gli aderenti la “spesa sospesa”, un atto di solidarietà che ha permesso di aiutare tante famiglie in difficoltà.

Altro dato che evidenzia la fiducia tra aderenti è quello che caratterizza il rapporto tra gli imprenditori e i dipendenti, questi ultimi infatti, iscritti al circuito dai loro responsabili aziendali, hanno accettato di essere pagati con la moneta alternativa, che può essere agevolmente utilizzata nel vasto panorama delle offerte del settore alimentare. Tra marzo e aprile sono stati pagati stipendi per 22.470,2 euro (ogni imprenditore ha raggiunto con i propri dipendenti un accordo sulla percentuale in euro da sostituire in venetex in busta paga).

«Con Venetex centinaia di aziende possono far respirare le casse dell’impresa e continuare ad investire nei progetti aziendali e nella ripresa delle attività senza attingere alla liquidità euro. Un vantaggio competitivo – aggiunge Franco Contu, amministratore delegato Venetex – che le rende più sane e stabili e una garanzia per una ripresa più veloce. Monitorando i dati dall’inizio della quarantena e nonostante la chiusura delle aziende e il crollo dei consumi, abbiamo rilevato da subito quanto il network si confermi un alleato prezioso per imprese e cittadini».

«Forti anche di questi risultati oggi ci rivolgiamo a tutte le associazioni di categoria – dice Giampietro Trabuio, direttore generale Venetex – perché facciano rete insieme a noi, utilizzino i nostri strumenti come volano per sostenere e far crescere l’economia locale».