Valute digitali o cartamoneta? Scalabrin: «Compresenza la soluzione più auspicabile»

Fra diverse forme di pagamenti virtuali in continua evoluzione, una solida realtà in Veneto è Venetex, una rete di aziende che si occupa di favorirne la crescita. Ai microfoni di "Buongiorno Verona Live" è intervenuto il direttore marketing Giovanni Scalabrin.

Oggigiorno, parallelamente all’ormai affermato avvento dei Bitcoin e delle altre criptovalute, le modalità di pagamento esistenti sono veramente molteplici e in continuo rinnovamento, riuscendo così ad offrire diverse possibilità. Testimone di quest’ultima tendenza è sicuramente Giovanni Scalabrin, responsabile marketing di Venetex, che è intervenuto ai nostri microfoni.

«Venetex è una rete di aziende (al momento in Veneto ne contiamo circa 800) che scambiano tra loro prodotti e servizi alimentando in questo modo il proprio fatturato. Tuttavia, questo può accadere a patto che questo fatturato aggiuntivo venga poi reinvestito all’interno della rete. Per fare in modo che tale patto venga rispettato si utilizzano i Crediti Venetex, che hanno lo stesso valore degli euro» spiega Scalabrin.

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Nonostante un ramo di questo enorme progetto esista già autonomamente in Veneto, l’idea, come spiega Scalabrin, «è in realtà nata in Sardegna con il piano SardexPay, che, mentre il progetto in Veneto ha preso vita solo nel 2016 e tutt’oggi verte solamente sulle aziende venete, oggi ricopre praticamente tutto il territorio nazionale e arriva a contare fino a 10mila attività».

Come già detto, in un panorama mondiale sempre più popolato e sommerso da varie modalità di pagamento digitali, Venetex è comunque riuscita a ritagliarsi il proprio spazio. «Innanzitutto noi siamo molto diversi rispetto a quello che sono le criptovalute o i Bitcoin, visto che non abbiamo nessuna fluttuazione e nessuna speculazione all’interno del nostro sistema finanziario: i Crediti Venetex sono come gli euro, e quindi fondamentalmente sono come euro che circolano all’interno della nostra community. Questa economia – spiega il direttore marketing – è quindi aggiuntiva rispetto a quella che è l’economia “tradizionale”: questo ha fatto sì che anche durante il periodo pandemico abbiamo avuto una crescita del 50%, e siamo tutt’ora in una costante fase di miglioramento, sia dal punto di vista della quantità di affiliati, sia dal punto di vista dell’utilizzo della moneta, su cui si ha sempre più fiducia perchè fondamentalmente è funzionale a far crescere l’economia locale e a dare ossigeno alle imprese, offrendo loro un’opportunità di crescita».

Dando invece uno sguardo al futuro, si è sempre più dubbiosi se la cartamoneta verrà definitivamente rimpiazzata dalla valuta virtuale, Bitcoin o Venetex che sia, rendendo così qualsiasi forma di pagamento prettamente digitale. «Sicuramente al momento c’è una compresenza, ad esempio noi di Venetex non ci contrapponiamo in alcun modo all’economia tradizionale, quello che facciamo è semplicemente riempirne le lacune, che talvolta non permettono la crescita delle attività. Credo che in futuro – conclude Scalabrin – la compresenza di diversi metodi di pagamento sarà la soluzione più adeguata e auspicabile».

«Venetex nel frattempo è sempre più in collaborazione con SardexPay e con le diverse community regionali: questo sicuramente dà l’idea di un’economia nazionale fatta da diverse componenti non solo territoriali che potranno dialogare per prendersi cura delle diverse realtà economiche» conclude Scalabrin.

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