Valentino Trainotti: «Periodo di crescita superiore rispetto alle aspettative»

Il vicedirettore di Banca di Verona e Vicenza analizza il periodo che vede le banche protagoniste, assieme alle imprese e alle famiglie, della ripresa dopo i mesi bui della pandemia. «Noi ci siamo» dichiara Trainotti.

Che sia un bel momento per la ripresa delle aziende e dell’economia è ormai un dato di fatto. Anche per le famiglie tornano a ritrovare un po’ di fiducia e a investire qualche somma, in particolare sul mattone. In questa fase serve anche l’aiuto delle banche e noi abbiamo avuto ospite in redazione Valentino Trainotti, vicedirettore di Banca di Verona e Vicenza.

Dott. Trainotti, Banca di Verona ha sposato Banca San Giorgio Quinto Valle Agno lo scorso aprile ed è nata una nuova una banca importante a credito cooperativo. Quali considerazioni possiamo fare a distanza di qualche mese su questo matrimonio?

È un’aggregazione che abbiamo fortemente voluto soprattutto guardando al futuro, sapendo le tante sfide che dobbiamo affrontare e ragionando sull’opportunità di affrontarle assieme. Questi primi cinque mesi sono iniziati in una maniera direi molto positiva. Le masse che intermediamo sono notevolmente cresciute e questo riteniamo sia attribuibile sia al fatto che c’è stata una notevole continuità d’azione, in quanto stiamo parlando di due Bcc con una forte condivisione sotto un profilo anche valoriale e di operatività, sia perché abbiamo avuto un forte contributo da parte del nostro personale che saputo cogliere nella maniera giusta quello che è un grande cambiamento.

Tutti noi sappiamo che un’azienda, per poter guardare al futuro, deve essere competitiva, e per essere competitivi non basta crescere, occorre avere anche capacità di innovazione e per innovare bisogna saper cambiare. Quindi questa è stata una prova per noi molto confortante di questo primo periodo di aggregazione.

Valentino Trainotti

Nelle scorse puntate di Verona economia abbiamo parlato e abbiamo sottolineato come l’economia stia davvero riprendendo bene la propria marcia. Qual è o quale dovrebbe essere l’approccio che la banca deve avere in questo momento di entusiasmo da parte degli imprenditori.

È un periodo di sviluppo di crescita superiore rispetto a quelle che erano le aspettative solo di qualche mese fa. Il ruolo della banca, come sempre, è centrale nell’ambito economico: sotto un profilo creditizio il ruolo della banca in questo contesto è quello di sapersi muovere su una linea abbastanza sottile che sta tra il mantenere una necessaria prudenza da un lato, ma evitare anche un eccessivo irrigidimento.

Quello che abbiamo fatto come banca nel periodo peggiore della pandemia è stato quello di assicurare la liquidità al sistema, sia quello produttivo ma anche alle famiglie, in questi ultimi mesi ci siamo particolarmente dedicati da un lato a ristrutturare quelle che sono le situazioni debitorie, soprattutto di quegli imprenditori particolarmente colpiti dalla pandemia ma che hanno buone possibilità di ripresa, e dall’altra stiamo cercando di individuare quei settori, quei progetti, quelle imprese che possano trascinare anche questa ripresa perché come ben sappiamo da tutti i periodi così di crisi e di cambiamento alcuni business decadono ma altri nascono e vengono rilanciati. Un ruolo importante per la banca è saperli individuare e accompagnare.

Per quanto riguarda i mutui? Sembra un momento buono per l’acquisto della casa.

I bonus fiscali che l’anno scorso il governo ha promosso dopo una prima fase piuttosto complicata, anche per riuscire a comprenderne i meccanismi, quest’anno abbiamo visto oggettivamente una forte ripresa in particolare del settore edile e di tutto quello che è poi l’indotto. Come Banca abbiamo messo a disposizione della nostra clientela tutta una serie di linee di credito ad hoc proprio per accompagnare la ristrutturazione e l’investimento o comunque per poter cogliere queste le occasioni che danno questi bonus e dall’altra anche mettendo a disposizione, sia di privati che di imprese, così come le linee di credito, anche un plafond consistente anche per l’acquisto dei crediti fiscali. In questi ultimi due o tre mesi in particolare questo plafond è stato attivato con numerose richieste.

Con Banca di Verona, quindi prima di questa aggregazione, eravate molto attenti ai giovani Questa attenzione è confluita anche nella nuova banca?

Certamente sì. Per una banca del territorio i giovani, e non è né banale né scontato dirlo, rappresentano la vera la vera sfida su cui cimentarci. Da anni mettiamo a disposizione le Borse di studio, non sono sufficienti, ma sono comunque un segnale tangibile che ci differenzia anche da tanti altri istituti bancari e finanziari perché eroghiamo a fondo perduto dei fondi, non collochiamo solo dei prodotti studiati ad hoc.

Le Borse di studio tra l’altro quest’anno, non a caso, le abbiamo aumentate di numero e di importo. Abbiamo allargato ulteriormente la possibilità di usufruirne, sia nelle province di Verona e di Trento, sia anche nella provincia di Vicenza. Stiamo rafforzando anche la possibilità per i giovani che partecipano a questi bandi di aderire a un’offerta di aziende nostre socie o clienti per poter partecipare a stage lavorativi. È centrale per la banca del territorio riuscire a servire i giovani e accompagnarli in un progetto di vita.

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