Superbonus, Trestini: «Burocrazia è ancora penalizzante»

Il presidente di ANCE Verona, Carlo Trestini, è intervenuto stamattina su Radio Adige Tv per parlare del Superbonus e di ciò che è necessario per richiederlo.

Il superbonus 110% è la manovra fiscale introdotta nel decreto rilancio del 19 maggio scorso che di fatto eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, interventi antisismici, installazione di impianti fotovoltaici e così via. Il bonus nei mesi scorsi ha fatto molto discutere e presenta ancora degli interrogativi, sul suo utilizzo e su come richiederlo. A spiegarcelo è stato Carlo Trestini, presidente di ANCE Verona.

Innanzitutto perché è importante questo Superbonus, quali vantaggi può portare ai privati e alle imprese?

Ha un doppio beneficio, per le imprese, perchè crei un volano per il rilancio dell’economia di settore, e allo stesso tempo c’è l’opportunità di una rigenerazione del patrimonio edilizio esistente. Il maggior vantaggio però è del cittadino, perchè gran parte degli interventi che può mettere in atto sono completamente rimborsati con il 110%, uno sconto fiscale che può agevolarlo personalmente o che può cederlo direttamente all’impresa o all’istituto bancario assicurativo e così non aver problemi di liquidità.

Voi a settembre chiedevate una proroga rispetto alla scadenza del 31 dicembre 2021 e alla fine è arrivata la proroga al 30 giugno 2022. Secondo lei è sufficiente, è il risultato che vi aspettavate?

Non è sufficiente, perchè è una proroga tecnica: si è rilevato che nel 2020 a causa della pandemia e dell’utilizzo dello smart working in PA, non si sono potute avviare gran parte delle procedure. Si è slittato di sei mesi, ma noi chiediamo che l’intervento dell’ecobonus e sismabonus siano inseriti nei progetti del Recovery Fund e che quindi la proroga arrivi almeno fino al 2024 o 2025, così per dare la possibilità a molti cittadini di poterne usufruire pienamente e di programmare interventi in maniera seria.

Quali sono le criticità che il cittadino potrebbe trovare nell’usufruire del superbonus?

Le criticità possono essere molteplici: le prime sono sulla difficoltà procedurale della pratica. Non sono richieste semplici e ci sono determinati step da fare. Il cittadino deve poi essere assistito da tecnici preparati perchè ci sono delle valutazioni da fare sulla regolarità urbanistica e catastale dell’immobile, poi le valutazioni sul risparmio energetico, sull’analisi sismica e strutturale. Bisogna avere la sicurezza che il soggetto rientri tra quelli che può beneficiare del bonus e che non abbia contenziosi con l’ufficio delle entrate.

Per quanto riguarda invece i tempi della pubblica amministrazione, voi avevate chiesto lo scorso ottobre l’apertura prolungata degli sportelli per evitare lungaggini burocratiche. È ancora un problema da risolvere?

In questo momento è qualcosa di molto penalizzante. Pensiamo che la richiesta di accesso agli atti mediamente, nella PA dei comuni della provincia di Verona, va da un minimo di 15 o 20 giorni fino a quattro mesi. La Pubblica Amministrazione, non per propria negligenza, è basata tutta sulla documentazione cartacea e non abbiamo strumenti informatici. Bisogna quindi fare gli accessi diretti nei comuni e negli archivi, dove non c’è personale anche a causa covid.

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