Una lunga storia alle spalle e una formazione professione riconosciuta come eccellenza a livello europeo. Sono circa 12.000 le persone che ENAIP forma ogni anno in Veneto, coinvolgendo in questo processo oltre 10.000 imprese. Un fatturato da 25 milioni di euro all’anno, un’azienda che solo nella provincia di Verona muove, in ambito formativo stretto, tra gli 8 e i 9 milioni di euro, formando ogni anni circa 1500 ragazzi e 2000 adulti. 

A raccontarci questa realtà è l’amministratore delegato di ENAIP Veneto Giorgio Sbrissa che, dal 2018, è anche presidente di EVTA (European Vocational Training Association), l’ente non profit che rappresenta le principali società europee di formazione professionale. 

«ENAIP – racconta Sbrissa – fa formazione professionale, insegna un lavoro sia ai ragazzi ma anche ad adulti che vogliono incrementare il loro livello professionale e alle imprese. Siamo uno dei maggiori player regionale di servizi al lavoro non solo in ambito regionale ma addirittura a livello nazionale. Siamo un’impresa sociale che porta avanti tutte quelle attività che permettono alle persone di entrare nel mercato del lavoro, insegnando professionalità e competenze ma, soprattutto, creando anche una comunità. Essere impresa sociale significa creare valore per il territorio». 

Tre i centri ENAIP a Verona, uno in città e due nella provincia, a Legnago e Isola della Scala. Qui, nello specifico, i ragazzi sono tra i protagonisti della “Fiera del riso” e da anni preservano e tutelano un metodo antico di preparazione del riso all’isolana. 

«Siamo molto presenti nel settore ristorativo così come nei servizi alla persona, nell’ambito segretariale e turistico. Ma il nostro paese – puntualizza Sbrissa, amministratore delegato ENAIP Veneto – non è solo ristorazione. Il nostro territorio è soprattutto eccellenza nella lavorazione meccanica e nell’automazione industriale, settori che come ente di formazione ci impegnano tantissimo. Offriamo percorsi di automazione spinta insieme a partner prestigiosi e formiamo i nostri ragazzi anche sulle competenze digitali necessarie per affrontare questo settore».

Una formazione professionale eccellente ma vittima, nel nostro paese, di retaggi culturali che le attribuiscono ancora poco valore. «A differenza di altri paesi europei, dove i percorsi professionali hanno pari livello di quelli universitari, in Italia consideriamo questa ancora come una formazione di serie b. Oggi chi esce da un percorso di formazione professionale è uno specialista della professione, con un diploma tecnico di quarto livello. Fortunatamente iniziamo a sentire un cambiamento in questa percezione, ma c’è ancora molta strada da fare». 

Ad ENAIP ance il riconoscimento di essere stato tra i fondatori a livello europeo delle grandi rete di inclusione sociale e di lavoro. «È un’idea insita nella nostra costituzione, oggi ancor di più grazie all’incarico all’interno di EVTA che ci fa soggetti riconosciuti dalla commissione europea di indirizzo. Per noi la formazione è cittadinanza, e per questo puntiamo molto anche sulla mobilità internazionale. C’è un estremo bisogno di lavoratori che sappiano spostarsi tra i diversi stabilimenti, che si comprendano e sappiano collaborare con le diverse culture. L’Europa è il mercato in cui concorrono le nostre aziende, non possiamo non crederci». 

Nel futuro di ENAIP la volontà di formare sempre più lavoratori che in grado di rallentare il degrado ambientale, personale altamente specializzato che saprà aggiustare un motore ibrido, che non sprecherà cibo nel fare cucina, che saprà dare un’aria più pulita, che permetterà alle imprese di avere un altissimo livello di competitività. Da settembre, inoltre, nel centro ENAIP di Verona partirà la sperimentazione di un nuovo progetto di didattica innovativa in collaborazione con insieme Apple. La direzione, per i prossimi anni, è quella di una spinta sempre maggiore verso l’innovazione digitale