Ristorazione. CNA Veneto: «È ora di riaprire»

L'associazione di categoria, elaborando dei dati su base Istat, fotografa la situazione drammatica del settore. Froncolati, portavoce Settore Ho.Re.Ca per il Veneto: «Siamo certi di poter riaprire in sicurezza».

Serranda abbassata di un ristorante.
Serranda abbassata di un ristorante.

È ora di riaprire in sicurezza le attività di ristorazione con allungamento degli orari e definire rapidamente una road map per far ripartire il settore eventi che rischia di veder andare in fumo quasi due anni di fatturato. Attendono risposte le imprese artigiane del settore sottolineando che l’evidenza epidemiologica mostra che bar e ristoranti – in Veneto 25.984 unità – e il resto delle attività di ristorazione non hanno di fatto alimentato la diffusione dei contagi, ma sono tuttora tra le più penalizzate tra aperture ad intermittenza e ristori largamente insufficienti.

Infatti, secondo un’elaborazione del Centro studi della CNA sulla base di dati Istat, il calo medio del fatturato 2020 è di circa il 35%. Si stima che le imprese con cali di fatturato superiori alla soglia del 30%, soglia utile per avere i contributi del Decreto Sostegni di marzo, siano il 50,5%, dato che colloca la ristorazione fra i settori più colpiti del comparto servizi.

Secondo una stima dell’Ismea, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare – redatta tenendo conto delle dinamiche del fatturato Istat dei primi nove mesi del 2020 e delle ulteriori misure restrittive messe in atto per la risalita dei contagi a partire dall’autunno – la spesa delle famiglie presso la ristorazione sarebbe diminuita del 42%.

Ma i ristori sono insufficienti. Sono infatti in pagamento i primi contributi a fondo perduto del Decreto Sostegni. Al 6 aprile il Veneto era al settimo posto tra le regioni per numero di richieste, con 40.620 domande. Sono stati stanziati in Regione Veneto 160.757.736,00 euro. Secondo il Centro studi della CNA, il contributo medio per ciascuna impresa è di circa 3.958,00 euro, cifra esigua se paragonata alle perdite di fatturato per oltre un anno di stop.

Mirco Froncolati, Portavoce Settore Ho.Re.Ca. CNA Veneto

I ristoratori chiedono una data certa e sperano nel mese di maggio per pensare ad una  nuova  normalità. Con l’indice Rt in calo sotto l’1, la campagna vaccinale che prosegue seppure tra le difficoltà dovute agli approvvigionamenti e ai controlli dei sieri, e le linee guida per la riapertura delle attività produttive a cui la Regione sta lavorando, gli imprenditori veneti del settore attendono dal Governo il via libera per una riapertura graduale ma definitiva, che richiede comunque pianificazione e preparativi.

CNA veneto e le altre associazioni datoriali, attendono le decisioni del Governo nella speranza di poter consentire alle attività di ristorazione di riprendere l’attività anche durante le ore serali definendo un rigoroso assetto di regole per garantire la sicurezza. Infatti, la ristorazione è uno dei pochi comparti che è rimasto direttamente penalizzato anche in zona gialla, perdendo di fatto quella parte di attività che valeva quasi l’80% del fatturato.

«Ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie – afferma Mirco FroncolatiPortavoce Settore Ho.Re.Ca. CNA Veneto –, hanno adeguato le proprie attività alle regole dei protocolli e hanno sperimentato un modello virtuoso. Le confederazioni sperano che il Governo consentirà di prolungare l’esercizio delle attività di ristorazione fino alle ore 23 prevedendo il vincolo di consumo al tavolo e l’accesso al locale entro le ore 21, con obbligo di prenotazione grazie alla quale fornire una serie di informazioni quali generalità di chi la effettua, numero delle persone e stato di convivenza.»