«Riaprite i servizi alla persona», Confartigianato lancia un appello
Il Sistema Confartigianato Imprese Veneto ha chiesto a deputati e senatori eletti in regione di favorire la riapertura dei servizi alla persona (acconciatura, estetica, tatuaggio e piercing) con una pronta modifica al Dpcm del 2 marzo 2021 che reintegri le attività di acconciatura ed estetica nell’allegato 24, consentendone lo svolgimento nelle zone rosse ed evitando in tal modo il protrarsi della situazione di pericolo per i cittadini fruitori di tali servizi.
Con una lettera dei sette Presidenti delle Associazioni territoriali di Confartigianato Imprese Veneto è stata illustrata la situazione di allarme delle imprese dei settori dell’acconciatura e dell’estetica rispetto ai disagi provocati dalla chiusura di tali attività nelle zone rosse, prevista dall’allegato 24 al Dpcm del 2 marzo scorso, nel quale i servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere sono stati aggiunti ai servizi dei centri estetici, già esclusi dallo stesso allegato al Dpcm del 3 novembre 2020.
In provincia di Verona, il comparto del Benessere conta duemila e 498 imprese, tra le quali mille e 690 sono di Acconciatura e 808 si riferiscono all’Estetica, che rispettivamente occupano tremila e 362 e mille e 346 addetti, per un totale di quattromila e 708 lavoratori.
Boschetto: «Chiuderci va ad amplificare il rischio»

«Al di là dei pesanti danni economici a carico delle imprese, ben 12mila quelle artigiane in Veneto che offrono lavoro a 24.500 addetti – sottolinea Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto –, i provvedimenti hanno favorito, fin dalla prima chiusura del marzo dello scorso anno, una pericolosa e ormai ingestibile proliferazione dell’offerta irregolare, agevolata dalla disponibilità di soggetti che, a fronte dell’impennata della richiesta, continuano ad erogare abusivamente al proprio domicilio o in quello del cliente, i servizi preclusi alle imprese. È stato fatto pertanto presente, anche con una nota del nostro Presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli indirizzata al Ministro Giorgetti, che la chiusura delle attività regolari, proprio in considerazione della particolare situazione emergenziale che vede un aumento costante dei contagi dovuti alla maggiore virulenza delle varianti del Sars-CoV-2, va a nostro avviso nella direzione opposta a quella auspicata dal Governo, andando ad amplificare il rischio piuttosto che contenerlo».
Iraci Sareri: «I saloni e i centri non sono luoghi di assembramento»
«Ci sono almeno tre validi motivi per la riapertura – spiega Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona –. Primo, gli investimenti e le precauzioni adottati per l’adeguamento ai protocolli di sicurezza, partendo dal “Protocollo per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori dal possibile contagio da nuovo coronavirus” del 14 marzo 2020, integrato il 24 aprile dello stesso anno, per garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro e per evitare la diffusione del coronavirus, garantiscono nei saloni e nei locali aziendali elevati ed efficaci livelli di prevenzione, ulteriori peraltro alle già rigide misure di sicurezza normalmente rispettate dagli operatori del settore a tutela della salute della propria clientela. Secondo, i saloni e i centri dove vengono prestate le attività di servizi alla persona non possono in alcun modo essere intesi quali luoghi di assembramento, stante il rigoroso rispetto degli indirizzi operativi riportati nell’Allegato 9 al Dpcm 2 marzo 2021 per i singoli settori di attività, che consentono l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione e su appuntamento, con rigorosi protocolli di igiene e il mantenimento dell’elenco delle presenze per almeno 14 giorni. Ed infine, permettendo la regolare apertura delle attività, le imprese potrebbero contare sugli introiti derivanti dai servizi e dalle prestazioni resi alla propria clientela, senza gravare sui conti pubblici per gli ammortizzatori sociali ma anzi contribuendo in quota parte alla fiscalità generale».
«Per questi motivi – concludono Boschetto e Iraci Sareri – come sistema veneto chiediamo a chi ci rappresenta in Parlamento di intervenire per favorire una pronta modifica al Dpcm del 2 marzo 2021 che reintegri le attività di acconciatura ed estetica nell’allegato 24, consentendone lo svolgimento nelle zone rosse ed evitando in tal modo il protrarsi della situazione di pericolo per i cittadini fruitori di tali servizi».
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