Recovery Plan e green, Cubi: «Bisogna semplificare la burocrazia»
Energia, sostenibilità e ripartenza. Questi i temi di cui si parlerà stasera, dalle 18, durante il quarto appuntamento della 15^ Settimana Veronese della Finanza, dedicato proprio al settore energetico, al green e anche al Recovery Plan: il pacchetto di progetti che ogni Paese europeo dovrà presentare a Bruxelles per ottenere gli aiuti del Recovery Fund. Nella bozza del piano italiano è previsto l’investimento di 74 milioni nella cosiddetta “rivoluzione verde”. Ne abbiamo parlato con Elia Cubi, Sales Manager di Cubi SRL.
«Sicuramente è stato un anno difficile e vediamo il 2021 con più speranza. Siamo riusciti a gestire la situazione covid in maniera costruttiva, anche perchè avevamo una responsabilità lavorando con società come Agsm, Enel, Dolomiti Energia e con Gruppo Pederzoli e abbiamo tenuto sempre aperto. Dal punto di vista psicologico per i ragazzi è stato difficile» ha detto Cubi.
«Speriamo di poter utilizzare i fondi in modo corretto. Dal punto di vista del green, il primo problema è la parte burocratica: bisognerà cercare, con l’applicazione del 110%, di semplificare il più possibile e andare subito in proroga minimo al 2024 o 2025, in modo che sia investitori che privati possano avere una visione sul lungo periodo. Il secondo problema, quindi, sono le tempistiche. Il terzo è che questo 110 % va usato anche in ambito industriale».
Sui primi passi da compiere una volta arrivati i fondi: «In questo momento sono abbastanza negativo, nel senso che bisogna cambiare completamente marcia. Sarebbe fondamentale puntare sul green, perchè è un’esigenza per tutti e perchè creerebbe ritorno di lavoro in tante categorie. La parte fondamentale però è quella burocratica. – ha spegato Cubi – Bisogna che gli enti capiscano che chi presenta progetti di riqualificazione energetica lo fa per creare lavoro e non deve più essere vista come un’opzione, ma un’integrazione degli impianti. Quest’anno come Cubi abbiamo realizzato 6 MegaWatt in autoconsumo, principalmente in Veneto, dove abbiamo portato industrie e aziende ad autoconsumare energia arrivando al 70% dell’efficienza. Questo Recovery Fund deve aiutare a formare un atteggiamento costruttivo nell’arrivare a un’indipendenza energetica.
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Noi stiamo cercando di analizzare con attenzione le regole che escono e ad oggi sul 110% non abbiamo avuto ancora regole definite. Noi seguiremo le regole nazionali e regionali e daremo tutte le opzioni ai nostri clienti per essere sempre competitivi. Noi abbiamo perso una posizione rispetto al green e dovremmo essere al posto anche solo per capacità: con il vento, il mare, il sole e le possibilità delle nuove tecnologie, ma siamo rimasti indietro. Il Recovery Fund deve aiutare questi settori, ma non drogandoli come è successo in passato.
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