Proteste ristoratori: Fipe e Confesercenti Verona prendono le distanze

In relazione all’iniziativa "Io apro 1501", Fipe-Confcommercio Verona e Confesercenti Verona prendono le distanze dalle proteste che porterebbero alcuni pubblici esercizi ad aprire nonostante i divieti.

Paolo Artelio e Alessandro Torluccio
Paolo Artelio e Alessandro Torluccio

In relazione all’iniziativa “Io apro 1501“, che prevede l’apertura dei pubblici esercizi aderenti a pranzo e a cena per venerdì 15 gennaio, in aperto contrasto con le limitazioni imposte e confermate anche dagli ultimi DPCM, Fipe-Confcommercio Verona e Confesercenti Verona prendono le distanze.

Paolo Artelio
Paolo Artelio

«Le proteste programmate nei prossimi giorni sono il segnale del grandissimo disagio e sconforto di tutto il settore della ristorazione che è ormai allo stremo, ma la legalità resta un prerequisito che non va messo in discussione» è il commento di Paolo Artelio, presidente della federazione dei pubblici esercizi Fipe-Confcommercio Verona.

«La nostra Federazione, la più rappresentativa del comparto, finora ha combattuto a fianco degli imprenditori e ha manifestato anche a Verona, lo scorso 28 ottobre in Piazza Bra. Tuttavia ha un modo diverso di fare interlocuzione sindacale: portiamo ai tavoli istituzionali le necessità e le richieste degli esercenti, rappresentando con forza le nostre ragioni, ma non esporremo mai gli associati al rischio di sanzioni e misure anche di natura penale».

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Dello stesso avviso i dirigenti di Confesercenti. «Siamo perfettamente consapevoli dello stato in cui versano i pubblici esercizi e anche tutte le altre imprese che hanno patito e stanno ancora soffrendo per le conseguenze dei vari dpcm intervenuti nel tempo» sostiene il direttore generale Alessandro Torluccio. «Abbiamo sempre sostenuto le proteste civili fin qui fatte dagli esercenti e, se necessita, siamo pronti a farlo ancora, ma non è possibile tollerare qualsiasi iniziativa che sconfina nell’illegalità».

Alessandro Torluccio e Paolo Bissoli di Confesercenti Verona
Alessandro Torluccio e Paolo Bissoli di Confesercenti Verona

«Rappresentiamo gli interessi della categoria da anni – incalza il presidente di Confesercenti, Paolo Bissoli – noi per primi sappiamo che il governo non ci ha tenuti in considerazione, non riconoscendo le nostre richieste di ristori adeguate agli imprenditori del settore della ristorazione e degli altri settori che sono sull’orlo della chiusura dell’attività, ma invito comunque a prestare molta attenzione alle gravissime conseguenze che questa iniziativa potrebbe comportare».

«Pur condividendo i motivi della protesta», conclude Alessandro Torluccio, «Confesercenti ha sempre garantito ed appoggiato tutte le iniziative che rispettano la legalità, non è possibile transigere. Rivolgo quindi il mio invito agli esercenti a non cedere all’istinto, pur con un’annunciata promessa di tutela legale, ma di resistere alla tentazione e restare dentro i confini della legalità».

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