Primo maggio, in piazza Bra giovani, lavoro e futuro dell’Europa
Un 1° maggio in piazza Bra dedicato ai giovani, all’Europa e, ovviamente, al lavoro.
Per la Festa dei Lavoratori, Cgil, Cisl e Uil Verona portano in Piazza Bra l’idea di una nuova Europa e il progetto di scrivere una nuova Carta che parli di diritti, futuro e tutele, anche per quei lavori che ancora non le prevedono.
Il flash mob del 1° maggio è in programma alle 11, davanti all’Arena, con un appuntamento di musica e colori che Cgil, Cisl e Uil hanno voluto chiamare “Scriviamo l’Europa. Idee, Parole, Condivisione per un’Europa che cambia”.
«Le parole d’ordine – spiega Stefano Facci, segretario generale di Cgil Verona – di questo 1° maggio mettono al centro il lavoro, i giovani e l’Europa. Un’Europa da scrivere che non può più essere quella della speculazioni di questi anni, ma che deve diventare un’Europa concentrata sul sociale, che guarda ai cittadini e al loro futuro. Per questo noi pensiamo che vada scritta nuovamente l’Europa, e al centro deve essere messa l’attenzione alle persone e alle sfide che guardano al futuro del lavoro e dei nostri giovani».
Al flash mob sono invitati tutti: cittadini, lavoratori, giovani per creare e lanciare idee che parlino della nuova Europa, attraverso la musica e il colore. «La nostra attenzione – dice Massimo Castellani, segretario generale Cisl Verona – è tutta concentrata al lavoro e al sociale per rendere l’Europa un unico corpo. Il che significa uguali diritti per i lavoratori, indipendentemente da dove si trovano: dobbiamo dare regole condivise e comuni a livello europeo, partendo da noi organizzazioni sindacali, e poi confrontarci con le imprese che da tempo non operano più solo a livello locale, ma stanno assumendo sempre più dimensione internazionale».
Protagonista sarà la musica e la voglia di coinvolgere le nuove generazioni che già lavorano o si preparano ad affrontare il mercato del lavoro. «Questo 1° maggio, – spiega Lucia Perina, segretario generale Uil Verona – l’abbiamo dedicato ai giovani, ma non solo a loro, perché abbiamo la necessità di realizzare un ponte tra generazioni che unisca Verona, le sue organizzazioni sindacali e l’Europa. I giovani, dopo essersi preparati, aver studiato e aggiornato le proprie competenze, devono avere la possibilità di diventare protagonisti di questa Europa. Il nostro compito è garantire che, attraverso il lavoro, costruiscano il benessere, una nuova rete sociale e le future politiche europee. Per questo come Cgil, Cisl e Uil siamo chiamati a trovare quelle forme, che oggi ancora non esistono a livello di sistema, per garantire non solo la contrattazione di genere, ma anche quella a favore dei giovani. L’obiettivo è tutelare tutti quei nuovi lavori che oggi non sono ancora normati».
Nella foto da sinistra: Massimo Castellani, Lucia Perina, Stefano Facci.
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