Pensioni agricole, inevasa la richiesta di aumento

Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, dà voce alla grande delusione di tanti ex-agricoltori. «Migliaia di ex agricoltori percepiscono la pensione più bassa d’Italia. Si tratta di una grave ingiustizia» spiega il presidente di Anp – Cia agricoltori Italiani Verona, Laura Ferrin.

Laura Ferrin con il prefetto Donato Cafagna e il presidente di Cia Lavagnoli
Laura Ferrin con il prefetto Donato Cafagna (a sinistra) e il presidente di Cia Lavagnoli

Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, dà voce alla grande delusione di tanti ex-agricoltori. «La legge di bilancio è stata sicuramente difficile da comporre a causa della crisi per il Covid, ma il dato di fatto è che resta ancora inevasa la richiesta di aumento delle pensioni minime ferme a 515 euro».

«Migliaia di ex agricoltori percepiscono la pensione più bassa d’Italia» spiega il presidente di Anp – Cia agricoltori Italiani Verona, Laura Ferrin. «Si tratta di una grave ingiustizia già ampiamente esposta dall’associazione, a parlamentari e istituzioni tutte. Aspettiamo risposte nei prossimi provvedimenti del Governo in relazione all’annunciato aggiornamento delle norme sulle azioni di contrasto alla povertà: il “dopo quota 100”, la pensione contributiva di garanzia, la separazione tra previdenza e assistenza, il rilancio della previdenza complementare e la riduzione del carico fiscale sulle pensioni».

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Sono, invece, significative di un cambiamento d’indirizzo le risorse destinate al sistema sanitario. «La legge di Bilancio dimostra una visione oltre l’emergenza Covid e affronta il tema del potenziamento del Servizio sanitario nazionale e delle politiche sociosanitarie» osserva Laura Ferrin.

«La vera sfida per il 2021 sarà l’urgente rafforzamento dei servizi sanitari territoriali per migliorare la qualità della vita nelle aree rurali e soprattutto a supporto delle persone anziane. Cruciale la necessità di una sanità più vicina ai cittadini, con strutture ambulatoriali o case della salute di prossimità, potenziare l’assistenza domiciliare, utilizzare diffusamente le nuove tecnologie come la telemedicina, valorizzare, infine, le reti sociali e del volontariato» conclude.

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