Parco Natura Viva chiede aiuto. A rischio animali e progetti di conservazione

Si rinnova l'appello al sostegno attraverso la raccolta fondi dedicata sul sito www.parconaturaviva.it. Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico: «Situazione di massima criticità».

Un vero e proprio grido d’allarme quello lanciato da Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva, Centro di tutela specie minacciate che, come altre strutture che si sostengono economicamente con l’ingresso dei visitatori, in questo momento di piena emergenza da coronavirus si ritrova in seria difficoltà.

«Gestiamo una struttura con 1200 animali – spiega Avesani Zaborra – che sfiora costi costanti per 14mila euro al giorno, anche se i nostri cancelli rimangono chiusi. Tra questi sentieri deserti, continuiamo ad assicurare le esigenze quotidiane e il benessere degli animali che qui vivono, grazie al lavoro di keeper, veterinari ed etologi che proseguono nei turni, garantendo la sopravvivenza degli esemplari ospitati. Stiamo vivendo una situazione di massima criticità poiché ci troviamo privi della nostra unica forza: i nostri abbonati, i nostri visitatori e il pubblico che ci segue».

Oltre alla sopravvivenza degli animali sono in ballo i 25 progetti di conservazione delle specie minacciate e i 6 progetti di reintroduzione in natura degli esemplari nati al Parco, oltre che la certezza di poter continuare a realizzare studi scientifici e progetti a lungo termine. «Tramite la nostra Fondazione Arca – continua Avesani Zaborra – chiediamo a tutti di aiutarci perché mai avremmo immaginato di uscire dalla pausa invernale e dover fare i conti con un esordio così difficile del nostro secondo mezzo secolo». Un appello che già è stato raccolto da molte persone e che ha bisogno dell’aiuto di tutti.

Nel frattempo, attrezzati di mascherine, guanti, rispettando distanze di sicurezza e lavoro nei reparti degli animali uno alla volta così come le pause, i lavoratori del Parco Natura Viva di Bussolengo continuano, come ricordato dal direttore scientifico, ad assistere gli animali, veri protagonisti dell’oasi che si trova sulle sponde del Lago di Garda.

Di solito, in questo periodo di bassa stagione, il Parco arrivava ad accogliere anche duemila persone in una sola giornata e che oggi, ascolta nient’altro che il passaggio indaffarato delle macchinine elettriche da un reparto all’altro, cariche di frutta, verdura, pasti e arricchimenti per gli animali con a bordo rigorosamente un solo uomo.

Le ricadute economiche dell’assenza dei visitatori segnano un cinquantunesimo anno di attività enormemente critico per il Parco Natura Viva che, anche per questo ha lanciato una raccolta fondi per sostenere tutte le specie che qui vivono.