NAT Inside Wear, Favero: «Puntare su collezioni piccole ma di grande qualità»

Tra i candidati al decimo premio Verona Network anche NAT Inside Wear, azienda artigianale che produce nastri ed accessori per l'abbigliamento. «NAT – racconta Elena Favero, socia titolare – sta proprio per nastri e accessori tessili. La nostra azienda esiste da parecchi anni, da quando mio padre la creò nel 1973. Oggi ad occuparcene siamo io e…

Tra i candidati al decimo premio Verona Network anche NAT Inside Wear, azienda artigianale che produce nastri ed accessori per l’abbigliamento. «NAT – racconta Elena Favero, socia titolare – sta proprio per nastri e accessori tessili. La nostra azienda esiste da parecchi anni, da quando mio padre la creò nel 1973. Oggi ad occuparcene siamo io e mio fratello Giambattista».  

Un laboratorio artigianale, quello di NAT, che trasforma tessuti in nastri che hanno poi diverse applicazioni: dal semplice nastro che serve per bordare dei capi di abbigliamento a cinture preformate per l’interno dei pantaloni, nastri fissa-orli, coulisse plissettate e nastri piegati. «Da circa 3 anni abbiamo sviluppato anche un settore di accoppiatura tessuti – prosegue Favero – e questo è molto richiesto dal mercato per dare corpo e sostanza diversi ai tessuti».

Nat conta attualmente, oltre ai due soci titolari, 17 dipendenti, in maggiorata donne. «Abbiamo una presenza femminile importante – racconta Elena Favero, socia titolare NAT Inside Wear – e un punto di cui andiamo particolarmente fieri è che nell’arco di 45 anni abbiamo seguito le collaboratrici e i collaboratori anche nell’evolversi della vita personale e familiare, parecchi part time con orari variabili. Da circa 10 anni siamo anche soci di Confartigianato e da quest’anno sono presidente del gruppo donne di Confartigianato Imprese Verona. Tengo a sottolinearlo perché sono convinta che le donne oltre alla presenza abbiano bisogno di una rappresentanza: la presenza è indiscutibile, la rappresentanza ha ancora molto da fare».

Tante e diverse le tipologie di prodotti che NAT ha offerto in 45 anni di attività. Negli ultimi 10-15 anni, però, l’azienda ha operato precise selezioni all’interno della clientela, riuscendo a seguire maggiormente il cliente.

«In quanto artigiani trasformiamo le esigenze di accessori dello stilista di un determinato capo in prodotti industriali: siamo un anello intermedio nella catena produttiva, degli interlocutori fondamentali affinché il capo risulti così come è stato pensato. Per il futuro è questa la strada su cui vogliamo proseguire: incentivare maggiormente la parte consulenziale verso i clienti, instaurando con loro un rapporto di fiducia e uno scambio di idee costante. Sempre più l’industria dell’abbigliamento, per alcune collezioni particolari che rendono la nostra moda conosciuta in tutto il mondo, ha bisogno di ritornare alle produzioni magari piccole quantitativamente ma di gran qualità ed è quello sul quale noi vogliamo puntare».

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