Martedì l’assemblea nazionale di FIPE a Roma

Si è svolta martedì a Roma l’assemblea straordinaria Fipe, a cui ha aderito anche Fipe-Confcommercio Verona, per manifestare le preoccupazioni e le difficoltà dei comparti imprenditoriali che più hanno subito le conseguenze economiche della pandemia.

FIPE Confcommercio Roma
Paolo Artelio e Roberto Calugi all'assemblea di FIPE Confcommercio di Roma. Dal sito di Confcommercio Verona

Anche il presidente di Fipe-Confcommercio Verona Paolo Artelio ha partecipato martedì mattina a Roma all’assemblea straordinaria della Fipe nazionale che si è svolta in piazza San Silvestro, mentre una delegazione del direttivo di Fipe Verona era collegata dalla sede di Confcommercio Verona. Nella capitale erano presenti 150 rappresentanti territoriali con migliaia di persone collegate da ogni parte d’Italia, da nord a sud, per offrire la propria testimonianza.

Il mondo della ristorazionedevastato dalla crisi, lancia ancora una volta forte il suo grido, poco meno di sei mesi dopo di “#SiamoATerra”, la manifestazione organizzata in 24 città con la partecipazione di migliaia di imprenditori, per chiedere al governo una data certa per le riaperture.

Sangalli: «Se non si sopravvive oggi, non c’è futuro domani»

Questo il tema centrale dell’Assemblea straordinaria “in piazza” della Fipe che a Roma, nella cornice di Piazza San Silvestro, ha voluto testimoniare la sua vicinanza a tutti i lavoratori del settore così come ha fatto il presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli che ha aperto l’Assemblea ringraziando gli imprenditori dei pubblici esercizi «perché portate con dignità e serietà la voce di un mondo che ha subito sulla propria pelle tante decisioni difficili, incomprensibili, spesso ingiuste, in quest’anno drammatico di pandemia. Noi oggi siamo qui e vogliamo futuro. Oggi in questa piazza, in queste piazze, c’è l’Italia. L’Italia che rischia in proprio e crea lavoro e futuro per la famiglia, per i collaboratori».

Nel suo intervento il presidente di Confcommercio ha ribadito l’impegno della confederazione per ottenere dal governo risposte rapide «e mai per rallentare il passo». «Ci siamo battuti sempre per dare un aiuto concreto agli imprenditori e mai per avere un titolo sui giornali. Ci siamo battuti sempre per essere ascoltati, e mai per essere visti». Il pensiero del presidente è andato alla situazione attuale ricordando l’impegno di Confcommercio per ottenere indennizzi a fondo perduto immediati e rafforzati perché «se non si sopravvive oggi, non c’è futuro domani».

«Ci siamo impegnati – ha detto Sangalli – per spostare a lungo termine tutti quei costi, oggi insostenibili, che gravano sulle imprese. Penso alle tasse e alle tasse locali. Penso ai finanziamenti. Penso agli affitti. Penso alle bollette». Per il presidente questo vuol dire non rinunciare mai al dialogo, non rinunciare al confronto. Significa non stancarsi nella proposta puntuale. «E le vostre, le nostre ragioni sono quelle di chi ha scelto il mare aperto del mercato, ma garantisce al Paese vivibilità, identità e solidarietà. Nella convinzione che nessuno si salva da solo. Le vostre ragioni, le nostre ragioni sono quelle dei tantissimi giovani e delle donne, che proprio nel nostro mondo trovano un’occasione di vita, di lavoro, di futuro».

Stoppani: «Vogliamo riaprire subito»

Il presidente di Fipe e vicepresidente di Confcommercio, Lino Enrico Stoppani, nel suo intervento ha voluto sottolineare la vera e propria discriminazione che il settore ha subito nelle scelte politiche in tutti questi mesi. «Un settore discriminato nella sua dignità, noi abbiamo sempre avuto solo il dovere di rimanere chiusi. Non sarà possibile recuperare tutto quello che si è perso – ha detto Stoppani – ma almeno avere dei ristori compatibili con le perdite di fatturato. Rispettando i protocolli di sicurezza, che peraltro abbiamo sempre scrupolosamente messo in pratica, vogliamo riaprire subito. Chiediamo con rispetto alla politica di tornare a fare il proprio mestiere. Chiediamo anche una spinta vera sulla campagna vaccinale».

FIPE Confcommercio Roma
Un momento dell’assemblea di FIPE Confcommercio a Roma. Dal sito di Confcommercio Verona

Le testimonianze

Nel corso della giornata tante sono state le testimonianze degli imprenditori dei vari settori. Il comune denominatore è stato il sentimento di frustrazione e di tristezza nel vedere le proprie attività chiudere senza nessuna certezza su quello che sarà il futuro. Aldo Cursano, vicepresidente vicario di Fipe: «Davvero grazie al presidente Sangalli per la sua presenza e per il suo sostegno. Siamo fuori tempo massimo: dopo 14 mesi di sacrifici, di impedimenti e di chiusure non possiamo più assistere come testimoni impotenti mentre le imprese sono destinate al fallimento».

«Ancora oggi siamo chiusi la sera in tutte le zone arancioni, gialle o rosse che siano. È dura vedere che ci sono alcune attività che lavorano e giustamente hanno garantito il loro diritto a lavorare e noi no. Chiaro che poi possono accendersi gli animi, anche se noi siamo la Fipe e condanniamo qualsiasi episodio di protesta violenta. Non si possono chiudere le nostre aziende per decreto e poi ci si continua a chiedere di pagare tasse. Dobbiamo tornare a vivere del nostro lavoro altrimenti non possiamo rispettare nessuno impegno fiscale. Dobbiamo ripartire se vogliamo salvarci non siamo figli di un dio minore». Valentina Piccabianchi, presidente del gruppo donne imprenditrici Fipe, ha sottolineato l’impegno delle donne dei pubblici esercizi che non si arrendono e resistono nonostante la crisi e Matteo Musacci, presidente Fipe Giovani, ha chiesto certezze e prospettive per il futuro. «Vogliamo una data per le riaperture perché siamo stremati».

Maurizio Pasca presidente del Silb: «Le discoteche sono chiuse ormai ininterrottamente da 14 mesi. Hanno chiuso definitivamente il 30% delle aziende e un altro 40% è destinato a chiudere se non riaprirà quest’estate». Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari: «Siamo qui in piazza a Roma con la Fipe e la Confcommercio non solo per ribadire con forza che la balneazione attrezzata italiana ha bisogno di una data certa per la riapertura delle proprie attività ricreative all’aperto ma anche per lanciare un messaggio di fiducia alle famiglie italiane e, soprattutto, per non perdere fette importanti della domanda turistica internazionale».

«Questa situazione di incertezza e di assenza di date per la ripartenza turistica – ha detto Capacchione – rischia di far perdere al nostro Paese segmenti significativi della domanda nel mercato internazionale delle vacanze, mai come oggi così agguerrito e competitivo».

FIPE Confcommercio Roma
Un momento dell’assemblea di FIPE Confcommercio a Roma. Dal sito di Confcommercio Verona

L’incontro con il Ministro Giorgetti

Nel pomeriggio i vertici Fipe hanno incontrato il Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti chiedendo una data certa per la ripartenza. Giorgetti ha innanzitutto ringraziato tutti i partecipanti per “la postura civile” e la massima correttezza con cui hanno espresso la grave difficoltà economica dei pubblici esercizi a causa delle chiusure per la pandemia.

Due le questioni principali sul tavolo: riaperture e sostegni. Sul primo punto il ministro, pur precisando che non è possibile indicare con certezza una data per le riaperture, ha però sottolineato che gli indicatori stanno migliorando («anche la natura ci darà una mano come lo scorso anno», ha aggiunto riferendosi al clima che sta migliorando con la primavera) e che «presumibilmente maggio sarà un mese di riaperture» coerentemente con il segnale del governo che ha già scelto «di riaprire le scuole». Il ministro ha precisato che «sebbene ci aspettassimo di più sul fronte del vaccini, il piano va avanti, e la decisione sulle riaperture sarà presa probabilmente la prossima settimana dal Consiglio dei ministri». Altro capitolo fondamentale, sul quale il Fipe manderà presto le sue riflessioni, è quello dei sostegni.

Il ministro ha indicato due strade: gli indennizzi basati sul fatturato, com’è accaduto per l’ultimo decreto, oppure prendere in considerazione il bilancio che «senz’altro fornisce indicazioni più precise sulle perdite reali subite» ma che prevede tempi più lunghi. Il punto di mediazione potrebbe essere, su questo la Fipe si è impegnata a presentare una proposta articolata in tempi brevi, un sistema di due acconti e di un saldo finale che terrebbe conto degli indicatori contenuti nel bilancio evitando sperequazioni tra le diverse attività. Giorgetti ha infine accolto anche il suggerimento affinché un rappresentante della categoria possa partecipare alle riunioni del CTS.

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