Marmomac ricorda Giorgio Napolitano

Il salone di Veronafiere si è aperto con il ricordo da parte del presidente Federico Bricolo dell'ex Capo dello Stato mancato nei giorni scorsi. Una cerimonia inaugurale breve e contenuta che ha dato comunque il là a un'edizione fortemente proiettata verso l'internazionalizzazione.

Federico Bricolo
Federico Bricolo, presidente Veronafiere.

Nel giorno delle esequie di Stato, Veronafiere ricorda il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano. Primo capo dello Stato in visita ufficiale a Vinitaly nel 2010, Napolitano ebbe il merito di elevate il settore del vino a «emblema di lavoro, storia e cultura del nostro Paese».

Il presidente Napolitano è stato sempre energico sostenitore dell’identità nazionale, espressa anche dalle tante e diverse eccellenze del made in Italy, come quella vitivinicola. Un concetto sottolineato nel discorso tenuto a Vinitaly 2010: «La diversità nel mondo del vino rappresenta uno stimolo a fare meglio per tutti: è sollecitazione. Abbiamo bisogno che le diversità facciano unità e che l’Italia faccia sistema per guadagnare nuove posizioni e non perderne nessuna, in un mondo che continua a cambiare».

Napolitano nel 2010 a Vinitaly.

Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, lo ha ricordato oggi, in apertura del 57° Marmomac: «Giorgio Napolitano è stata una figura di grande rilievo politico e istituzionale, il primo capo dello Stato eletto per due mandati, e sarà sicuramente ricordato in tutti i libri che racconteranno la storia repubblicana del nostro Paese. Ho avuto modo di incontrarlo in più occasioni, anche in momenti in cui era chiamato a fare scelte difficili per il nostro Paese, e ricordo la sua capacità di affrontare i problemi con grande determinazione e concretezza. È stato forte sostenitore del “fare” e, sono certo, se egli fosse qui con noi, ci augurerebbe di realizzare la miglior fiera possibile».

La nostra intervista al presidente Bricolo

Numeri record per l’edizione 2023

Il salone di Veronafiere si apre nel segno di un’internazionalità record, che altre poche rassegne business possono vantare. A Marmomac 2023, infatti, su 1.507 aziende espositrici presenti, il 68,5% proviene dall’estero, da 54 nazioni, mentre gli oltre 50mila operatori professionali attesi, si sono accreditati da più di 140 paesi. Un risultato frutto degli investimenti di Veronafiere, insieme a ITA-Italian Trade Agency e Confindustria Marmomacchine, sul fronte delle iniziative per favorire l’incoming di top buyer, architetti e designer stranieri da paesi target quali Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, Cile, Colombia, Messico, Paraguay, Perù, Uruguay, India, Cina, Regno Unito, Francia, Belgio, Danimarca, Svezia, Kenya, Mozambico Malesia e Myanmar.

La nostra intervista all’AD Maurizio Danese

In fiera, per quattro giornate, è rappresentato ogni segmento commerciale dell’industria litica: blocchi e pietra grezza, tecnologie e attrezzature per l’estrazione e la lavorazione dei materiali, utensili, prodotti chimici e servizi.
«La pietra naturale qui a Marmomac è sotto ogni aspetto campione d’internazionalità – ha detto il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo –. E questa è un’ottima notizia per un settore che, in Italia, esporta il 70% della produzione e rappresenta lo stato dell’arte sia a livello di prodotti finiti che di tecnologie per la lavorazione, in grado di unire la tradizione con l’innovazione, grazie a imprenditori con una lunga storia aziendale alle spalle, che investono nella ricerca e nello sviluppo, lavorano a fianco di designer e architetti visionari».

La filiera tecno-marmifera italiana, secondo i dati del centro studi di Confindustria Marmomacchine, conta più di 3.200 aziende e 34.000 addetti, un fatturato di 4,5 miliardi di euro, un valore delle esportazioni di 3,2 miliardi di euro, con un saldo commerciale annuo attivo di quasi 2,8 miliardi.
Numeri che confermano il comparto tra le eccellenze dell’industria del Paese del quale Marmomac è un brand-bandiera in cui il sistema-marmo italiano può riconoscersi e presentarsi unito sui mercati.

E a sostegno del settore è arrivato anche l’impegno del Governo: «Con il DDL Made in Italy che sta ultimando il suo iter parlamentare – ha fatto sapere il ministro Urso –, abbiamo già previsto numerose misure per presidiare le nostre produzioni sia attraverso il rafforzamento delle competenze, sia attraverso strumenti di accompagnamento e tutela sui mercati internazionali».

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