Lessinia, una nuova ATS per la valorizzazione degli alti pascoli

Costituita a inizio maggio davanti al notaio Giacomo Felli di Verona una nuova associazione temporanea di scopo finalizzata a inserire il territorio dell’alta Lessinia nel “Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico”. Tra i soggetti aderenti ci sono due associazioni di tutela, sei amministrazioni comunali e due società agricole private.

«Il paesaggio culturale è creato attraverso la trasformazione di un paesaggio naturale operato da un gruppo culturale». È questa la frase attribuita al geografo americano Carl Sauer, pronunciata nel 1923, che ad oggi è fonte di ispirazione e punto di riferimento per le due associazioni di tutela territoriali, i sei comuni della Lessinia e le due società agricole private che l’8 maggio scorso hanno firmato l’atto notarile che sancisce la nascita dell’associazione temporanea di scopo per la gestione del progetto “Studio di fattibilità per la realizzazione di progetti di recupero, conservazione e valorizzazione del paesaggio rurale storico degli alti pascoli della Lessinia”.

I FIRMATARI. A sottoscrivere l’accordo formale di collaborazione sono state l’Associazione Tutela della Lessinia APS (soggetto capofila), con il presidente Daniela Massella; l’Associazione per la promozione e la tutela della pecora brogna, con il presidente Lorenzo Erbisti; i comuni di Erbezzo, Salva di Progno, Velo Veronese, Sant’Anna d’Alfaedo, Bosco Chiesanuova, Roverè Veronese con i rispettivi sindaci; le società agricole Baito Jegher Campara e Le Coste S.S. con le rispettive rappresentanti Roberta Campara e Laura Giacopuzzi.

I firmatari dell’atto costitutivo

LE ORIGINI. La neo costituita ATS è un soggetto istituzionale territoriale che affonda le sue radici più profonde nel 2012, anno in cui il Ministero delle politiche agricole e forestali, vista l’importanza di procedere alla tutela e alla valorizzazione dei paesaggi storici e delle pratiche agricole tradizionali, istituisce l’Osservatorio Nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali, il quale darà vita di lì a poco al “Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico”.

Lo scopo dell’Osservatorio è quello di preservare la diversità biologica e culturale del patrimonio rurale italiano e di promuoverne lo sviluppo sostenibile ed è proprio su questi presupposti che tre anni dopo, il 12 novembre 2015, su idea del perito agrario Giuliano Menegazzi, oggi coordinatore del progetto, e grazie alla collaborazione dell’architetto Chiara Zanoni, viene inviata al Ministero una scheda di segnalazione con la proposta di iscrizione degli Alti Pascoli in tale Registro, di cui fanno già parte, per citarne alcuni, le “Colline di Conegliano Valdobbiadene – Paesaggio del Prosecco superiore”, le “Colline venete del Soave”, la “Fascia pedemontana olivata di Assisi – Spoleto”, il “Paesaggio della Pietra a secco dell’isola di Pantelleria” o alcune pratiche quali la transumanza e la “Piantata Veneta”.

Con la seduta di consiglio del 27 maggio 2016 il Ministero approva la richiesta di candidatura con riserva: «L’area (degli Alti Pascoli, ndr) è di sicuro interesse per il registro, ma si ritiene necessaria una sua più accurata perimetrazione – si propone di approvare la proposta di candidatura con le raccomandazione espresse nella Valutazione». Con questa comunicazione formale, in pratica, viene richiesto ai soggetti promotori, tra cui l’Associazione di tutela della Lessinia e l’Associazione per la promozione e la tutela della pecora brogna, di predisporre un dossier definitivo tenendo conto sia delle integrazioni richieste sia dei criteri di candidatura pubblicati sul sito della Rete Rurale Nazionale che, in estrema sintesi, riconducono a requisiti di persistenza, unicità e integrità del territorio preso in esame.

Camporetratto – Marco Malvezzi

LA NASCITA DELL’ATS. L’approvazione con riserva da parte del Ministero dà inizio nel 2017 al percorso di predisposizione del dossier che porta, inizialmente, alla nascita di un comitato organizzatore composto, oltre che dai dai quattro soggetti proponenti, anche dai rappresentanti di tutti i comuni interessati: Sant’Anna d’Alfaedo, Erbezzo, Bosco Chiesanuova, Velo Veronese, Roverè Veronese e Selva di Progno nella provincia di Verona, Ala e Avio in quella di Trento e Crespadoro per Vicenza.

Attorno al paesaggio delle maghe e dei pascoli della Lessinia si crea quindi una rete che unisce in un progetto diverse realtà amministrative accomunate da un patrimonio territoriale condiviso. Alla rete istituzionale aderiscono anche professionisti ed esperti (tra cui il professor Ugo sauro, la studiosa Antonia Stringher e il dottore forestale Sebastiano Lucchi), l’associazione dei proprietari delle malghe della Lessinia, il Consorzio per la tutela del formaggio Monte Veronese dop, oltre che ad alcune aziende agricole e agrituristiche della Lessinia e la Cassa Rurale Vallagarina.

Il percorso si è evoluto ed è stato formalizzato l’8 maggio con la nascita della suddetta ATS che andrà a rilevare ulteriormente alcune caratteristiche del paesaggio degli Alti pascoli della Lessinia, quali l’integrità, la significatività, l’unicità, la persistenza, ma anche la vulnerabilità, l’assetto economico e produttivo e una Valutazione Storico Ambientale. Un’analisi approfondita che potrà promuovere e incentivare sviluppi sia nel settore agricolo che turistico, oltre che ad un riconoscimento culturale e ministeriale del territorio, e che sarà portata avanti grazie anche alla collaborazione del GAL Baldo Lessinia.

Piocio di sopra – Marco Malvezzi

IL TERRITORIO DEGLI ALTI PASCOLI. L’Alta Lessinia è la zona della montagna veronese, e in parte trentina e vicentina, dove prati e contrade lasciano spazio a malghe e pascoli. È qui che probabilmente viene custodito il più importante patrimonio di questa terra, formato di generazione in generazione da allevatori, pastori e boscaioli che, utilizzando in maniera sostenibile le risorse del territorio, lo hanno modellato e plasmato, dando vita a qualcosa di unico e irripetibile: il Paesaggio degli Alti Pascoli.

Un territorio impiegato fin dal neolitico per la pastorizia di greggi transumanti, passando dall’azione dei boscaioli Cimbri di provenienza bavarese e tirolese, fino ad arrivare all’attuale utilizzo da parte di allevatori, principalmente di vacche per la produzione di latte e carne. Un’area in cui si sono sviluppati importanti esempi di biodiversità quali la pecora brogna della Lessinia, prodotti riconosciuti e apprezzati come i formaggi di malga e il Monte Veronese di Malga (un Monte Veronese d’allevo prodotto con latte d’alpeggio presidio Slow Food), o piatti tradizionali che stanno riscuotendo un grande successo nell’offerta gastronomica locale come gli “gnocchi sbatui”, meglio conosciuti come gnocchi di malga.

Foto di copertina: Parparo di sopra – Marco Malvezzi