Lavoro e immigrazione, qual è la ricetta per far ripartire l’Italia? IL TEMA DEL GIORNO

Il tema del giorno di venerdì 3 novembre di Daily Verona è dedicato al tema del lavoro in relazione all'immigrazione. C'è bisogno di forza lavoro e ricambio generazionale che derivano dall'immigrazione? Cosa ne pensi?

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Il tema del giorno: lavoro e immigrazione

Il tema del giorno di venerdì 3 novembre di Daily Verona è dedicato al tema del lavoro in relazione all’immigrazione. A fronte di difficoltà burocratiche e amministrative per l’accesso degli stranieri (specialmente extracomunitari) nel nostro Paese, il lavoro non manca e l’impatto dei  2,4 milioni di lavoratori immigrati è del 9% sul Pil, 154 miliardi di euro. C’è bisogno di forza lavoro e ricambio generazionale che derivano dall’immigrazione? Ne parliamo nel tema del giorno di oggi.

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Lavoro e immigrazione, i dati del Ministero del Lavoro

In un quadro complessivamente positivo per l’occupazione in Italia, si conferma la ripresa del lavoro dei cittadini migranti. Lo dicono i dati, aggiornati al 2022, del XIII Rapporto Gli Stranieri nel mercato del lavoro in Italia, pubblicato oggi dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Gli occupati stranieri in Italia sono 2,4 milioni, +5,2% in un anno, e rappresentano il 10,3% del totale degli occupati. Il tasso di occupazione è al 60,6% (tra gli italiani è 60,1%), la disoccupazione al 12% (7,6%) e l’inattività al 31,2% (34,8%), tutti indicatori in miglioramento rispetto al 2021. Anche le Comunicazioni Obbligatorie confermano il trend positivo: le attivazioni di contratti con cittadini stranieri sono cresciute del 12,4% in un anno (+10,5 quelle con italiani), con un incremento più consistente per gli stranieri Extra UE (+14,9%) che per gli UE (+5,8%).

Ai dati positivi fa da contraltare la conferma delle criticità del lavoro dei migranti, a cominciare dalla forte disparità di genere: le donne migranti hanno tassi di occupazione (47,5%), disoccupazione (15,2%) e inattività (43,8%) sensibilmente peggiori rispetto agli uomini. Il Rapporto evidenzia, inoltre, la forte concentrazione dei lavoratori stranieri in profili esecutivi (oltre il 75% dei dipendenti ha la qualifica di operaio), con retribuzioni conseguentemente inferiori, e la sovra qualificazione: la quota di stranieri laureati occupati in una professione low o medium skill è pari al 60,2% tra i cittadini Extra UE e al 42,5% tra gli UE, a fronte del 19,3% stimato per gli italiani.

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Fondazione Leone Moressa: «I lavoratori immigrati sono il 9% del PIL»

È stato presentato lo scorso 19 ottobre al Viminale e alla Camera dei Deputati il Rapporto annuale 2023 sull’economia dell’immigrazione, curato dalla Fondazione Leone Moressa. Stando ai dati, sono 2,4 milioni i lavoratori immigrati, che producono 154 miliardi di PIL (9%).

Il contributo demografico degli immigrati. La popolazione straniera residente in Italia si conferma stabile a quota 5 milioni ad inizio 2023, pari all’8,6% del totale. L’età media degli stranieri è 35,3 anni, contro i 46,9 degli italiani. Gli indicatori demografici spiegano bene la diversa tendenza: tra gli stranieri vi sono 11,0 nati ogni mille abitanti e 2,0 morti; tra gli italiani, 6,3 nati e 13,0 morti per mille abitanti. Significativo anche il numero di stranieri “naturalizzati” italiani: 133 mila nel 2022, per un totale di 1,4 milioni negli ultimi 11 anni.

Ingressi per lavoro in aumento. Nel 2022 sono stati 338mila i Permessi di Soggiorno rilasciati dall’Italia, picco massimo dell’ultimo decennio. In ripresa, soprattutto, gli ingressi per lavoro, che rappresentano quasi un quinto del totale. I 67mila ingressi per lavoro del 2022 sono frutto del Decreto Flussi 2021 (Governo Draghi) e sono dunque destinati ad aumentare nei prossimi anni a seguito dei Decreti del Governo Meloni, che ha previsto 122 mila ingressi per lavoro nel 2023 e 452 mila nel periodo 2024-2026.

In Europa, i Paesi con più immigrati per lavoro sono Polonia, Spagna e Germania. In Italia, il rapporto tra ingressi per lavoro e popolazione residente (11,3 ogni 10 mila abitanti) rimane inferiore rispetto alla media Ue (27,4). Il primo canale d’ingresso in Italia, infatti, rimane il ricongiungimento familiare (38,9% del totale).

Mercato del lavoro in ripresa. Dopo la flessione dovuta alla pandemia, il tasso di occupazione degli stranieri (60,6%) torna a superare quello degli italiani (60,1%), pur rimanendo al di sotto dei livelli pre-Covid. Gli occupati stranieri sono 2,4 milioni e si concentrano nei lavori manuali: l’incidenza degli stranieri, infatti, è mediamente del 10,3% sui lavoratori totali, ma raggiunge il 28,9% tra il personale non qualificato.

I lavoratori immigrati producono 154,3 miliardi di Valore Aggiunto, dando un contributo al PIL pari al 9%. L’incidenza sul PIL aumenta sensibilmente in Agricoltura (15,7%), ed Edilizia (14,5%).

Impatto fiscale positivo. Dopo la pandemia, torna a crescere il numero di contribuenti immigrati. Si tratta di 4,3 milioni di contribuenti (10,4% del totale), che nel 2022 hanno dichiarato redditi per 64 miliardi di euro e versato 9,6 miliardi di Irpef. Rimane alto il differenziale di reddito pro-capite tra italiani e immigrati (circa 8 mila euro annui di differenza), conseguenza diretta della concentrazione occupazionale.

Rimane positivo il saldo tra il gettito fiscale e contributivo (entrate, 29,2 miliardi) e la spesa pubblica per i servizi di welfare (uscite, 27,4 miliardi), con +1,8 miliardi di euro in attivo. Gli immigrati, prevalentemente in età lavorativa, hanno infatti un basso impatto sulle principali voci di spesa pubblica come sanità e pensioni.

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Dossier immigrazione: a Verona non manca lavoro, ma serve più integrazione

Lo scorso 26 ottobre è stato presentato, per la prima volta all’interno del Salone dei Vescovi della Curia di Verona, l’annuale Dossier Statistico Immigrazione realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, in collaborazione con Centro Studi Confronti e Istituto di Studi Politici “S. Pio V”. La presentazione, curata dal Cestim, si è svolta in contemporanea in decine di altri capoluoghi di Regione e di Provincia.

I numeri a Verona e provincia sono stabili, circa 110mila immigrati residenti. Negli anni però molti diventano cittadini italiani (circa 2800 l’anno scorso) e quindi si registrano anche nuovi arrivi. «Non è un fenomeno di per sé emergenziale» dice Albertini. «Le emergenze sono altre: la popolazione veronese è sempre più anziana e gli immigrati colmano solo in parte questo problema. Gli immigrati infatti sono in generale più giovani».


La sensibilizzazione di Anfols sull’immigrazione

Si è tenuto venerdì scorso nella sede di Cisl Verona l’incontro organizzato da Anolf, Associazione Oltre le frontiere, per sensibilizzare i più giovani sul fenomeno dell’immigrazione. Spesso viene distorto, attraverso le informazioni e la lettura stereotipata che ne fanno parte dei media, e risulta un fenomeno ingestibile, un eterna emergenza che genera paura e la sensazione di essere invasi.

Cisl Verona e Anolf Verona hanno organizzato un momento di riflessione sull’andamento migratorio della provincia di Verona, coinvolgendo gli alunni dell’Istituto Tecnico Tecnologico San Zeno.


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Il tema del giorno su Radio Adige Tv a “Squadra che vince”

Questa sera alle 18 e in replica 21 su Radio Adige Tv appuntamento con il tema del giorno anche a “Squadra che vince“, il programma condotto dal direttore del Gruppo Verona Network Matteo Scolari.

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