L’assenza di pioggia preoccupa gli imprenditori agricoli veronesi

La siccità rappresenta l’evento climatico avverso più rilevante per l’agricoltura veronese e veneta con danni stimati in media, a livello nazionale, in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti.

siccità

Nella provincia veronese gli agricoltori stanno preparando i terreni per la semina dei grandi cereali. Si tratta, in particolare del mais e della soia che vengono seminati nei primi giorni di aprile. In Veneto 460mila ettari sono coltivati a grandi colture – spiega Coldiretti –  che rappresentano l’asse portante, oltre che per la produzione di alimenti (pane, pasta) anche per la zootecnia da carne e da latte. Al momento, però, a preoccupare gli imprenditori agricoli scaligeri è l’assenza di pioggia, che è necessaria per le semine e per la partenza fisiologica delle colture frutticole.

«Aspettando le precipitazioni – precisa Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Verona – il meteo annuncia l’ultima coda dell’inverno per il fine settimana: se le temperature vanno sotto lo zero anche le piante da frutto, come albicocco e pesco già in fiore, potrebbero subire uno choc termico. Il cambiamento climatico evidenzia anomalie cui occorre fare fronte per lunghi periodi di assenza di piogge, acquazzoni intensi in brevissimi periodi, ondate di calore portano alla proliferazione di parassiti alieni e alla perdita di fertilità dei terreni».

Daniele Salvagno
Daniele Salvagno

La siccità rappresenta l’evento climatico avverso più rilevante per l’agricoltura veronese e veneta con danni stimati in media, a livello nazionale, in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti. Il Veneto recupera solo il 5% dell’acqua piovana rispetto ad una media nazionale dell’11%, un dato preoccupante che dimostra quanto bisogno ci sia di investimenti in questo campo.

Senz’acqua non c’è agricoltura. In Veneto sono irrigati 600mila ettari della SAU. Per questa ragione vanno assicurate le portate delle concessioni idriche, attuando il risparmio irriguo, ammodernando la rete e realizzando nuovi invasi utilizzando le cave dismesse e i bacini. I fenomeni straordinari con alluvioni e stagioni monsoniche impongono il grande tema della sicurezza idraulica che si attua con il governo dell’acqua dei comprensori di bonifica (1,15 milioni di ettari). Occorre trattenere l’acqua quando c’è nelle infrastrutture – dice Coldiretti Verona – e, laddove necessario, realizzare opere di laminazione per arginare le calamità atmosferiche. 

In questo senso con il Recovery plan anche il Veneto può giocare la sua partita – conclude Coldiretti – forte di una rivoluzione verde che rappresenta un salto culturale imprenditoriale non indifferente. Digitalizzazione delle campagne, foreste urbane per mitigare l’inquinamento e smog in città, invasi per recuperare l’acqua localmente, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici e interventi specifici nei settori deficitari ed in difficoltà dai cereali all’allevamento fino all’olio di oliva sono alcuni dei progetti strategici cantierabili elaborati da Coldiretti che punta alla crescita sostenibile del Paese.

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