La Quota 100, spiegata

È pronto il sito web dell’Inps dedicato alla cosiddetta quota 100: ovvero, in sintesi, la possibilità di andare in pensione prima del traguardo previsto dalla legge Fornero. La domanda potrà essere fatta direttamente ai patronati delle organizzazioni sindacali.

A cura di Emiliano Galati, segretario Felsa Cisl Veneto

Potranno accedere a “quota 100” i lavoratori che a 62 anni (requisito minimo di età) abbiano accumulato almeno 38 anni di contributi. Questa misura viene avviata in via sperimentale tra il 2019 e il 2021. Ne possono beneficiare i lavoratori dipendenti (privati e pubblici) ed autonomi iscritti all’Inps.

Le finestre previste sono:

  • Se la maturazione dei contributi avviene entro il 31.12.2018 la decorrenza della pensione per i privati parte dal 1° aprile 2019 quella per i pubblici dal 1° agosto 2019;
  • Se la maturazione dei contributi avviene dal 1° gennaio 2019 la decorrenza della pensione per i privati parte 3 mesi dopo la maturazione del diritto quella per i pubblici 6 mesi dopo la maturazione del diritto.

Non vale quindi una quota 100 pari, ad esempio, a 60 anni di età con 40 anni di contributi. Inoltre a 62 anni compiuti non si avesse ancora maturato i 38 anni di contributi, si deve aspettare uno, due o tre anni, fino a raggiungere il requisito minimo per accedere a “quota 100” (anche se in realtà sarà una quota 101, 102, 103 e così via).

La legge Fornero prevede comunque due ipotesi di accesso al pensionamento:

  • La pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi di età con almeno 20 anni di contributi;
  • La pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini; 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

Il calcolo dell’importo della pensione avviene con il sistema misto contributivo per cui meno contributi si versano più la pensione è bassa e viceversa. Con la pensione “quota 100” l’importo della pensione è quindi più basso rispetto alla scadenza della legge Fornero.

Quota 100 nella sostanza non smantella la Fornero ma si caratterizza per un’ulteriore ipotesi di uscita in aggiunta a quelle in vigore.